Max, Mischa e l'offensiva del Tet - Johan Harstad - copertina
Max, Mischa e l'offensiva del Tet - Johan Harstad - 2
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Letteratura: Norvegia
Max, Mischa e l'offensiva del Tet
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Descrizione

Max, Mischa e l’Offensiva del Tet è un romanzo monumentale, traboccante di idee, informazioni e cultura, alta, bassa, popolare, e al tempo stesso è un dramma familiare e una storia d’amore intrecciata a un racconto di trasformazione politica.

«Non scrivo perché quel che abbiamo vissuto non l'abbia mai vissuto nessun altro; le nostre vite non erano particolarmente spettacolari né significative. Non lo sono mai state, né allora né ora. Però erano le nostre vite, erano intrecciate, e mi è venuta una gran paura di perderle.»

«Un appassionato manifesto per il nostro tempo e per la sua febbrile ricerca di un bene sempre più raro: una casa da chiamare casa.» - Siri Hustvedt

«Johan Harstad scrive oltre 1200 pagine su identità, famiglia, arte. Come si affrontano? Una frase alla volta (non ci si annoia).» - Luca Ricci, Tuttolibri

«Manca una vera trama, ma si reggono su una narrazione fluviale (e sull'amore tra i protagonisti) le 1256 pagine del libro di Johan Harstad che racconta gli Usa dal punto di vista di un regista scandinavo destinato a restare un immigrato». - Vanni Santoni, La Lettura

«Viva Max, Mischa e l'offensiva dei libri belli di cui si parla moltissimo in giro. Esserne felici è il minimo.» - Marco Archetti, Il Foglio


Max è un regista teatrale, vive e lavora negli Stati Uniti. Se fosse dipeso da lui non avrebbe mai lasciato il luogo in cui è nato: un sobborgo sulla costa occidentale della Norvegia, dove i bambini potevano fare tutto il rumore che volevano mentre i padri erano lontani sulle piattaforme petrolifere del Mare del Nord. Max non torna a casa da oltre vent’anni ed è possibile che col tempo sia diventato un americano. Non se lo sarebbe mai aspettato. Nell’estate del 1990 Max non ha ancora tredici anni, il padre ha ottenuto un nuovo impiego negli USA. Tutta la famiglia si sposta a Long Island, nello Stato di New York, e Max è costretto a trovarsi nuove strade, nuovi spazi e nuove idee, a farle proprie, mentre intorno a lui la famiglia lentamente si disgrega. È in questo scenario che stringe amicizia con Mordecai e, attraverso di lui, incontra Mischa, una ragazza canadese di sette anni più grande che assomiglia all’attrice Shelley Duvall ritratta in copertina. E poi c’è Ove, uno zio affettuoso ma instabile, ironico, spesso assorbito dai propri pensieri e dalle proprie ossessioni. Vive a Manhattan dopo aver lasciato Oslo per inseguire il sogno di diventare musicista in America, ma ha fallito. È finito in Vietnam mentre la guerra volgeva al termine, e per un po’ nessuno ha più avuto sue notizie. Per Max è una fonte costante di fascino, e di irrequietezza. "Max, Mischa e l’Offensiva del Tet" parla d’arte e di nostalgia, del tentativo di costruire un luogo da chiamare casa; dell’applicabilità della resistenza vietnamita alla vita quotidiana; di chi è andato in guerra e di chi invece l’ha contestata; di ragazze che sembrano Shelley Duvall. Più di ogni altra cosa, racconta come si costruisce una vita piena anche senza una riconciliazione finale, perché non c’è mai una guarigione definitiva, non c’è un «ritorno a casa»: c’è solo l’atto ostinato di continuare a vivere, creare, amare – pur sapendo che qualcosa resterà per sempre irrisolto.

Dettagli

6 ottobre 2026
1242 p., Brossura
9788838949968

Valutazioni e recensioni

  • enrico48
    Lettura importante

    Riassumerne la trama e' pressocche' impossibile….di fatto e' il racconto di una vita di quello che diventera' un famoso regista teatrale, partito da bambino dalla nativa Norvegia e poi trapiantato negli USA degli anni 60 con genitori attivisti di sinistra .La vita del Nostro si intreccera' con quella di molti altri personaggi : il grande amico Mordecai, poi attore famoso, lo zio OWE mai conosciuto prima (fratello del padre, musicista, talmente desideroso di integrarsi negli USA,da finire in Vietnam e tornarne profondamente cambiato) e soprattutto Mischa,pittrice canadese di 7 anni piu' vecchia ( conosciuta quando lui ne aveva 16…..),somigliante a Shelley Duvall, che diventera' l'amore della sua vita. Le vicende di questi personaggi attraversano la seconda meta' del secolo scorso ed arrivano alla contemporaneita'….. Dalla famosa Offensiva del Tet alla tragedia dell'attacco alle torri gemelle…...tutto scorre come scorrono tutte le vite,con tempi di gioia e felicita' che si alternano a lutti e momenti di tristezza, ma il tema di sottofondo persiste evidente lungo tutta la vicenda : la costante ricerca di un'identita', di una "casa"in cui sentirsi bene e al sicuro e,soprattutto, il desiderio di preservare la memoria del vissuto,ben consci della precarieta' del tutto e di come ogni ricordo possa nel tempo sgretolarsi e scomparire del tutto,come se nulla di certi eventi fosse mai avvenuto…..... Romanzo di formazione, romanzo di costruzione, romanzo sull'importanza della memoria, sulla forza dei sentimenti…...il tutto ampiamente "farcito" da lunghe divagazioni sull'arte figurativa,sul teatro,sulla musica (jazz soprattutto), senza pero' che questo oceano di parole diventi insopportabile,anzi…..il linguaggio e' fluido (grandissimo lavoro delle traduttrici) e la tensione adeguata a costringerti sempre a girare le pagine …....Lettura da fare ! Peccato per un (lungo) finale molto "americano" con qualche (a mio parere) scivolata retorico-sentimentale di troppo…poco male….......

  • fabio
    bellissimo

    Non bisogna farsi spaventare dalla mole del libro.. è un romanzo bellissimo, se ne apprezzano i personaggi e la storia, e quando si arriva alla fine si è presi da un senso di vuoto..consigliatissimo!

  • fabio
    imperdibile

    un romanzo imponente, come non si leggeva da qualche tempo. Imperdibile.

Conosci l'autore

Foto di Johan Harstad

Johan Harstad

1979, Stavanger

Johan Harstad, nato a Stavanger nel 1979, ha debuttato nel 2001 con la raccolta di testi Herfra blir du bare eldre (Da qui in avanti puoi solo invecchiare), seguita dai racconti Ambulansen (L'ambulanza, 2002). Che ne è stato di te, Buzz Aldrin? è il suo primo romanzo, che lo ha rivelato ai lettori della Norvegia e di tutta la Scandinavia ed è già stato tradotto in dieci lingue. È anche autore di teatro e di libri per ragazzi, tra cui l'ultimo grande successo, Darlah (2008), oltre a musicista con una sua band noise, The Kulta Beats, ed è fondatore dell'associazione Lacktr, che produce graphic design, cortometraggi, fotografia.

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