Memoria e spazio civico. I monumenti di Lucca
Monumenti di marmo e bronzo occhieggiano tra i meandri della città: sono tributi a regnanti, eroi del Risorgimento, glorie locali. Inavvertiti in quanto consueti, divenuti silenziosi col passare del tempo e per lo sbiadirsi della memoria, possono tuttavia tornare a parlare attraverso le carte che si conservano negli archivi. In esse infatti risuonano, come in un'eco lontana, le voci di chi ha ispirato l'erezione di quei monumenti e di chi li ha invece contrastati. Di chi con lo scalpello li ha impressi nel crisma della storia. Di chi, infine, molto tempo dopo, ha deliberato lo spostamento, se non anche l'abbattimento, di ciò che aspirava a diventare eterno. Riprendono così forma i profili di committenti e artisti; gli aneliti e le idiosincrasie sottesi alla dedica, all'ostracismo, alla trasformazione, traslazione o distruzione di ogni monumento; le reazioni ora ardenti, ora inerti, ora ostili della comunità civica. Nei monumenti si riflette, insomma, la storia della città: una storia di cultura e arte e politica e società, una storia delle idee e delle ideologie che nei monumenti hanno preso "corpo" (o che con essi si è rischiato di obliare, o tentato di cancellare), e che proprio attraverso quei monumenti si possono oggi tornare a raccontare.
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Anno edizione:2024
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