In questo lungo monologo, diviso in due parti, si delinea il tipico personaggio dostoevskijano, che sarà protagonista (con nomi diversi) dei suoi romanzi e racconti: un uomo infelice, incompreso, inetto e completamente scollato dalla realtà; un “uomo del sottosuolo”, che si perde in ragionamenti colmi di rabbia e frustrazione, che si fregia di una consapevolezza e di un’intelligenza che crollano inesorabilmente al confronto con la realtà e con gli altri, lasciandolo solo con la sua vergogna e rendendolo sempre più incattivito e sprezzante. La prima parte è costituita quasi interamente dalle critiche che l’uomo del sottosuolo muove alla società e al tempo in cui vive, e dal tentativo vano di giustificare il godimento provato nel compiere azioni riprovevoli, contro ogni ragionevolezza. Ma è nella seconda parte, quando tutte quelle convinzioni vengono calate nel reale, che diventa evidente la cattiveria del protagonista: ogni umiliazione subita – dagli ex compagni, dal suo servitore, da ufficiali sconosciuti – attiva in lui un rimuginio sempre più vorticoso e delirante, che si trasforma in una rabbia esplosiva diretta alla giovane prostituta Lisa. Lisa diviene quindi la causa di tutto, perché la sua unica colpa è quella di essersi accorta, nella tenerezza e nell’ingenuità dei suoi sentimenti, di avere davanti un uomo tremendamente infelice. Per l’uomo del sottosuolo, abituato a nascondersi e a costruire una narrazione diversa di sé, questa verità è intollerabile, è il suo smascheramento, è l’umiliazione definitiva: incapace di sopportare il peso della vergogna, si abbandona a una spirale di violenza, fino al triste epilogo.
In forma di monologo-confessione, "Memorie dal sottosuolo" (uscito a puntate a partire dal 1864) è la storia della fallita redenzione di una prostituta e, nello stesso tempo, la tormentata indagine sull'inconscio, il "sottosuolo", e sull'impossibilità di capire a fondo se stessi e gli altri. L'io narrante è uno dei cosiddetti "uomini superflui", uno che si limita a prendere atto dell'immensa ricchezza nascosta nel proprio intimo e non trae alcuna conseguenza pratica, soffrendo acutamente, al tempo stesso, del proprio fallimento. È la prima incarnazione di quel tipico personaggio di individuo smarrito tra l'angosciosa ricerca della verità e un'incolmabile distanza dalla realtà che sarà protagonista dei grandi romanzi di Dostoevskij. Postfazione di Vladimir Nabokov.
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Anno edizione:2017
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Anna 09 agosto 2026Un monologo che delinea il tipico personaggio dostoevskijano
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Egle 04 marzo 2026da leggere
interessantissima riflessione sulla natura umana. La lettura prende sempre di più andando avanti nel racconto.
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Franco 16 luglio 2025Interessante
Ho preferito il saggio iniziale alla storia vera e propria
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