Michela e il zoppo - Alfredo Stoppa - copertina
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Michela e il zoppo
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Descrizione


La storia di “Michela e il Zoppo” slitta dagli anni della Guerra civile di Spagna al 1943, dal 1943 al primo decennio del ventunesimo secolo. Che ci fa un anarchico, appartenente alle brigate internazionali che si opposero al colpo di stato di Francisco Franco, in un paese alle falde dei monti in terra veneta? Da cosa è fuggito, come è capitato in un anonimo borgo dove non è nemmeno uno del posto? È possibile che nessuno abbia provato ad immaginare chi fosse quell’uomo taciturno e quale mistero celasse? Era un uomo buono o era un cattivo soggetto? Era vero o era un sogno? E che fine ha fatto? Nessuno, in un giorno né bello né brutto, l’ha più visto. Chissà che segreto si portava addosso e chissà che segreto la gente del posto nasconde sotto un sasso. Eh sì, nel paese si agita e respira un teatrino di personaggi, che, ora, sembrano reali nei loro atteggiamenti e pensieri e, ora, assomigliano a buffe marionette prive di azioni e sentimenti veri; nel corso della storia appaiono, spariscono, si ritrovano quasi legati a un filo invisibile. Quante voci corrono nell’osteria “Ai Quattro Fanti”, quante parole tacciono, inventano, nascondono il vecchio Battista (sul filo dei cento anni, pipa tra i denti e Cynar nel bicchiere), Olimpio (figlio degenere del centenario. Ahimè, risulta astemio), la Teresina (esperta nella ignobile arte del pettegolezzo), don Celeste (uomo inquieto che cerca consolazione in un mazzo di carte). Tutti costoro portano addosso il profumo e la puzza di un paese. Tutto, all’inizio, fila liscio. Tira dritta la vita o, magari, invece zoppica? Come un tavolo, una sedia, una gamba, un cuore. L’aria sa di panni stesi, di vino buono, di battute grossolane, di bestemmie a raffica. Forse, lassù, esiste un Dio paziente che a tutti quei moccoli fa orecchie da mercante. Le voci, vere o false, che lo raccontano non sono altro che la faccia sana e malata del nostro mondo. E come non dare spazio in questa misteriosa storia alla famigerata banda “Tira la Fionda”, composta da cinque piccoli eroi dai calzoni corti e da Pannocchia, ragazzina ribelle dalla cotola corta. Che mistero nasconde nei suoi boschi la montagna? Chi può placare il dolore? Si può piangere chi non si conosce? Un nome lui non lo porta, un giorno un vecchio lo ha chiamato semplicemente: il Zoppo. È nato storpio o è stato ferito in battaglia? Alla fine, vivrà almeno e soltanto nella memoria di una giovane donna. Sarà lei, Michela, senza averlo mai visto, a disegnarlo in un ultimo slancio su uno stropicciato foglio. Una matita può raccontare un’intera vita. Michela, grazie ai dialoghi taglienti con il nonno “matto”, alle misteriose confidenze con la zia Ermenegilda e, soprattutto, grazie alla sua voglia di svelare un mistero che fin da piccola l’attanaglia saprà dare un volto e un’anima a un foresto che non aveva mai visto e che non era del posto.

Dettagli

30 gennaio 2026
180 p., Brossura
9788833340999
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