Mobili tracce. Prove sparse di apprendimento - Biagio Putignano - copertina
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Mobili tracce. Prove sparse di apprendimento
Disponibile dal 21 settembre 2026
19,95 €
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Descrizione


Nella sua vocazione irriducibile e universale, la filosofia ha il compito di abbracciare nella sua interezza il dominio dell’arte, così come la musica ha il dovere di suscitare incessantemente le più ardenti manifestazioni della psiche. A tal proposito, nei suoi numerosi scritti filosofici, Friedrich Nietzsche si è più volte interrogato sui valori associati alla virtù. Come osservava il filosofo tedesco: «esiste forse qualcosa di più bello che andare in cerca dell nostre proprie virtù? Non significa già tutto questo quasi una fede nelle nostre proprie virtù? Ma questa “fede nelle nostre virtù” – non è in fondo la stessa cosa di quel che una volta si chiamava la “coscienza tranquilla”, quella treccia veneranda di concetti [...]?» In questo contesto di grande valore, Biagio Putignano ci consegna un vero credo con il volume "Mobili Tracce. Prove sparse di apprendimento". Fra le numerose chiavi di lettura che esso offre: sul piano dei contenuti, dal generale al particolare, le riflessioni filosofiche interrogano le virtù etiche (e, in filigrana, talvolta politiche) del fatto musicale... sul piano formale, le tesi musicologiche misurano i valori umanistici dell’arte – tenendo insieme l’uno e il molteplice... Lungo un itinerario segnato da una profonda riflessione (un percorso di vita, in un certo senso, introspettivo, che procede per continue suggestioni interne), numerosi suggerimenti teorici si accompagnano ad altrettanti principi pragmatici. In questo percorso nel quale talvolta viene varcata la soglia di un pensiero intimista, «in che cosa consiste la felicità del compositore?» si chiedeva un tempo Bernd Alois Zimmermann: «certamente nell’essere ascoltato e compreso», rispondeva con sicurezza. Muovendo da questa idea generativa, Mobili Tracce si presenta al tempo stesso come un saggio sull’arte di vivere la musica e come un trattato di composizione artistica. Così, a differenza delle Note di apprendistato di Pierre Boulez (che nel 1966 aveva quarantuno anni), i testi raccolti come prove sparse di apprendimento sono frutto della penna di una personalità eminente: quella del «bon Maître de Lecce» (espressione che rende omaggio a Erik Satie, chiamato nel secolo scorso il «bon Maître d’Arcueil», nei pressi di Parigi).

Dettagli

21 settembre 2026
256 p., Brossura
9788833293004
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