"Panino al prosciutto" racconta la storia di Henry, un ragazzino timido e solitario, che cresce durante gli anni della grande Depressione americana. Le difficoltà economiche,il padre rigido e severo, la madre remissiva, fanno si che Harry si chiuda sempre più in se stesso e si trasformi in un bullo, violento e indifferente a tutto. Se all'inizio il racconto dell'infanzia di Harry intristisce e genera compassione per il ragazzino, l'evolversi della situazione e del protagonista in particolare, sembra esagerata. Il protagonista non evolve, si crogiola in questo suo disinteresse per il mondo, fatica a intessere relazioni umane e non fa altro che bere e autodistruggersi. Forse non ho colto il significato recondito della storia, fatto sta che ho faticato a finirlo e non mi ha lasciato nulla.
In una Los Angeles periferica e prostrata dalla Grande Depressione, Henry Chinaski, adolescente ribelle, figlio di immigrati tedeschi, vive il suo apprendistato alla vita: la scuola, i piccoli furti, i giochi di strada, le risse, il baseball, l'iniziazione al sesso. Un apprendistato ruvido, duro, rabbioso, consumato all'insegna della disillusione e del rifiuto: dei valori del padre, delle amicizie fasulle, dei sogni giovanili. Ma allo stesso tempo Henry scopre la biblioteca pubblica e la compagnia impareggiabile dei libri, il conforto dell'alcol e la scrittura come unica strada verso l'autentica conoscenza di sé.
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Informazioni:
Libro usato, in ottime condizioni, pagine pulite, rilegatura ottima.
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Edizione:60
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Anno edizione:2010
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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LUISA FERRERI 04 dicembre 2017
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Panino al prosciutto è probabilmente uno dei libri più particolari che abbia mai letto. Lo stile di Bukowski a tratti può lasciare anche interdetti ma, ai fini della narrazione, risulta essere davvero pratico ed esplicativo. La trama è abbastanza avvincente poiché risulta molto interessante l'analisi dello sviluppo caratteriale del protagonista. Lo si potrebbe definire anche un romanzo di formazione: il protagonista si evolve e cambia durante la sua crescita fino ad acquisire una ferma consapevolezza della realtà. Complessivamente il romanzo è interessante e intenso. Lo consiglio vivamente.
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Con questo romanzo decisamente autobiografico, Charles Bukowski ci fa conoscere la realtà, vista con i suoi occhi. Il suo linguaggio di sempre, crudo al punto giusto, ci porta nelle strade delle periferie americane, nelle famiglie dimenticate e negli alberghi più degradati. Un sogno americano alternativo che svanisce, mescolandosi alla triste realtà. Consigliato per chi vuole conoscere a fondo quest’autore controverso, a volte privo di rigore logico e morale.
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