La presentazione di Rocco Schiavone, bellissimo libro mi ha conquistata sin dalle prima pagine. Mi è piaciuto come manzini ti porti all'interno del romanzo e ti fa provare il vero freddo di Aosta.. La storia è misteriosa e riesce a tenera alta la curiosità fino alla fine. Una lettura che consiglio!
Pista nera
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Semisepolto in mezzo a una pista sciistica sopra Champoluc, in Val d'Aosta, viene rinvenuto un cadavere. Sul corpo è passato un cingolato in uso per spianare la neve, smembrandolo e rendendolo irriconoscibile. Poche tracce lì intorno per il vicequestore Rocco Schiavone da poco trasferito ad Aosta: briciole di tabacco, lembi di indumenti, resti organici di varia pezzatura e un macabro segno che non si è trattato di un incidente ma di un delitto. La vittima si chiama Leone Miccichè. È un catanese, di famiglia di imprenditori vinicoli, venuto tra le cime e i ghiacciai ad aprire una lussuosa attività turistica, insieme alla moglie Luisa Pec, un'intelligente bellezza del luogo che spicca tra le tante che stuzzicano i facili appetiti del vicequestore. Davanti al quale si aprono tre piste: la vendetta di mafia, i debiti, il delitto passionale. Quello di Schiavone è stato un trasferimento punitivo. È un poliziotto corrotto, ama la bella vita. Però ha talento. Mette un tassello dietro l'altro nell'enigma dell'inchiesta, collocandovi vite e caratteri delle persone come fossero frammenti di un puzzle. Non è un brav'uomo ma non si può non parteggiare per lui, forse per la sua vigorosa antipatia verso i luoghi comuni che ci circondano, forse perché è l'unico baluardo contro il male peggiore, la morte per mano omicida ("in natura la morte non ha colpe"), o forse per qualche altro motivo che chiude in fondo al cuore.
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Autore:
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Editore:
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Anno edizione:2013
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Nat 31 agosto 2026Un giallo scorrevole
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g 15 agosto 2026
Lo Schiavone di Manzini sembra una sorte di variante romanesca/valdostana del Montalbano di Camilleri, di cui riproduce cliché e stereotipi (dal carattere, ma non l'etica, ai modi, al contesto lavorativo: il D'Intimo di Manzini sembra una variazione sul tema del Catarella di Montalbano e così via). Però Schiavone riesce più personaggio e la trama più solida.
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Andrea A 20 maggio 2026Giallo davvero ben scritto
Un giallo davvero ben scritto e coinvolgente nella sua semplicità! Mi hanno colpito le descrizioni delle scene e dei profili psicologici dei personaggi, non scontati in questo genere di libri A very well-written and engaging thriller in its simplicity! I was mostly impressed by the scenes description and by the psychological profiles of the characters, which are not always easy to find in this kind of books
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