Post-Europa
Il capitalismo ha reso lo sradicamento un’esperienza comune: sempre più persone vivono in una condizione di spaesatezza, come se fossero «senza patria». Da qui nasce un diffuso «desiderio di casa», che spesso si traduce in nostalgie identitarie e spinte reazionarie. Yuk Hui rifiuta l’idea di una patria originaria da recuperare e mostra come il mito della Heimat abbia storicamente prodotto esiti politici e filosofici pericolosi. Al tempo stesso, mette in discussione la centralità dell’Europa come misura universale del pensiero moderno, riprendendo la tesi di Jan Patocka secondo cui l’Europa, dopo la Seconda Guerra Mondiale, ha cessato di essere il centro del mondo. Ma cosa significa pensare dopo l’Europa, senza sostituirla con un nuovo centro egemonico? Attraverso un dialogo serrato tra filosofia europea e asiatica – da Heidegger e Derrida a Nishitani e Mou Zongsan – Hui affronta temi cruciali del presente: la «planetarizzazione» della tecnica, il rapporto tra corpo e territorio, il ruolo della lingua e della memoria, l’impatto dell’automazione e dell’intelligenza artificiale. “Post-Europa” apre così lo spazio per immaginare nuovi modi di abitare il mondo e di pensare il futuro, all’altezza delle sfide del nostro tempo.
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Anno edizione:2026
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