È la storia di una famiglia e di una nonna, in particolare, vista attraverso gli occhi della nipote. Riflessioni acute e taglienti mettono a nudo quelle che sono le dinamiche famigliari, molto spesso, ignorate o date per scontate. La stora della nonna si svolge come un papiro e unisce tutti i punti di un disegno più grande. Sicuramente da leggere almeno una volta.
Mia nonna saluta e chiede scusa
Una storia sul più importante dei diritti umani: il diritto di essere diversi, a tutte le età.
Elsa ha sette anni, ma non le riesce granché bene avere sette anni. A scuola dicono che è “molto matura per la sua età” e lei sa che significa “parecchio disturbata per la sua età”. Sua nonna ha settantasette anni, e neanche a lei riesce granché bene avere la sua età. Dicono che è “arzilla”, ma Elsa sa che vogliono dire “pazza”. La nonna è anche la sua migliore amica, la sola, e insieme loro due hanno inventato un mondo alternativo dove non ci sono genitori che si separano, compagni di classe che fanno scherzi cattivi, un luogo dove tutti possono essere diversi e non c’è bisogno di essere normali. Ma un rivolgimento del destino sorprende Elsa lasciandola da sola con una lunga serie di lettere in cui la nonna chiede scusa a molte persone della sua vita. Elsa ha un compito, consegnare ciascuna lettera al suo destinatario. È l’inizio di una grande avventura: lettera dopo lettera, facendo la conoscenza di vicini di casa alcolizzati e vecchietti innamorati e cani isterici, Elsa conoscerà la vera (e sorprendente) vita di sua nonna. Fredrik Backman ha scritto un romanzo dagli indimenticabili protagonisti.
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Anno edizione:2024
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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M.C. 05 agosto 2026Tenero e ironico
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Dopo il personaggio del burbero Ove, capace di farci ridere e commuovere allo stesso tempo, l'autore si cimenta qui con un romanzo di formazione veramente carino e delicato. Il personaggio della piccola Elsa, bimba dall'intelligenza vivace ma molto sola, ci accompagna in una caccia al tesoro decisamente inusuale, ricca di personaggi improbabili ma umani e profondi. Mi sono commossa più volte e l'ho già riletto 3 volte.. molto molto bello!
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Chiudete gli occhi e andate a Miamas con Elsa e sua nonna, non ve ne pentirete, a meno che non siate degli intelligentoni. Credo che l'autore abbia amato Big Fish visceralmente e ne abbia assorbito l'incanto, traducendolo in questo libro magico, profondo, emozionante, divertente, poetico, intelligente. Si piange, si ride, si piange di nuovo, ci si commuove, si desidera fortissimamente un wors e assaggiare un sogno, si partecipa a una caccia al tesoro, si scopre che i mostri non è detto che siano mostri, si abitano le fiabe e il Paese-dei-quasi-svegli, si gira con una sciarpa di Grifondoro anche se dà l'idea di essere conciata piuttosto male, si scopre che a Miploris si possono lasciare in custodia i dolori per poter continuare a vivere e che "se non si possono eliminare le cose brutte, basta mettercene sopra altre megliose", si applaude al politicamente scorretto della nonna e si combatte il più grande potere della morte, che non è far morire le persone, ma far desiderare a quelle che rimangono di smettere di vivere. Per questo gli abitanti di Miamas, quando muore qualcuno, "ridono così tanto a raccontarle che le storie si alzano in volo come lanterne e fluttuano intorno alla tomba, finché tutte le storie diventano una sola e tutti i tempi diventano uguali. Ridono finché nessuno può dimenticare che questo è ciò che ci lasciamo dietro quando ce ne andiamo. Grasse risate." Perché ridere è l'unico modo per vincere le paure.
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