Non ho mai pensato che la marcia su Roma sia stata una folcloristica e improvvisata esibizione di gente in fez e camicia nera, ma sia stato invece il culmine del disegno eversivo in atto più o meno dal 1919. Sono peraltro convinto che l’atteggiamento del re non sia nato così all’improvviso, stimolato dall’afflusso degli squadristi, ma che già prima avesse avuto pressioni, peraltro da lui condivise, da industriali e agrari, dopo anni di omicidi e di violenze delle camicie nere sempre più tollerati dalle autorità. Del resto della mia stessa opinione è anche Mimmo Franzinelli e ne ha scritto diffusamente in questo saggio storico, assai interessante e ampiamente meritevole di lettura. Quindi si può tranquillamente dire che la marcia su Roma sia stato l’epilogo di una guerra civile avviata con cognizione di causa sulla base dell’insoddisfazione di ex combattenti, peraltro già usi alla violenza, e su impulso dei padroni del vapore tesi a contrastare efficacemente l’ala massimalista dei socialisti, volta a instaurare, come accaduto in Russia, una dittatura del proletariato. A questo contesto si aggiunge una tipica fragilità dello stato liberale che a conflitto mondiale finito non solo non fu in grado di concretizzare quelle promesse di miglioramento sociale, più volte ripetute per galvanizzare i soldati, ma fu anche incapace di far fronte alla crisi economica intervenuta per il passaggio da un’economia di guerra a un’economia di pace. In questa situazione il movimento fascista sembrò la soluzione ideale a chi interessava difendere i propri privilegi, nel mentre la cronica indifferenza delle masse, una vera e propria apatia, pose la base perché si realizzasse un colpo di stato. Il saggio si estrinseca in una ricostruzione storica impeccabile e sicuramente condivisibile e dimostra una volta per tutte l’intimo carattere eversivo del fascismo, spogliandolo di quel mito che ancor oggi piace a non pochi, ma che assolutamente non risponde a verità.
L' insurrezione fascista. Storia e mito della marcia su Roma
A un secolo dalla marcia su Roma, c'è ancora chi la ritiene una folkloristica passeggiata di migliaia di estremisti in fez e camicia nera, ai quali un re inetto e governanti paurosi affidarono il Paese. Viceversa, essa fu la risultante del progetto eversivo avviato nell'autunno 1920 con la mobilitazione della periferia fascista per la distruzione degli avversari e l'occupazione delle città. Un esperimento di conquista violenta dello Stato che mutò la storia europea. Con narrazione avvincente e molteplici fonti (documenti ministeriali, telegrammi di prefetti e questori, carteggi e materiale del Partito fascista, diari dei protagonisti), facendo tesoro delle più recenti acquisizioni storiografiche, Franzinelli inquadra la marcia su Roma nella crisi del dopoguerra e ricostruisce il variegato panorama insurrezionale (26-28 ottobre 1922) regione per regione, provincia per provincia, ora per ora. Ne scaturisce il drammatico scenario della resa dello Stato liberale, la disperazione delle sinistre, divise su tutto e inermi di fronte all'offensiva fascista, il sostegno di industriali, agrari e circoli massonici, la connivenza di esercito e forze dell'ordine. Ampio spazio è dedicato alle valutazioni internazionali dell'insurrezione, dalla Germania (sia quelle degli statisti che dei nazionalsocialisti emulatori del duce) all'osservatorio romano dell'ambasciatore statunitense (irretito dalla doppiezza mussoliniana), sino alle analisi controcorrente degli esuli antifascisti (Lussu, Salvemini, Silone, Tasca). Innovativa, poi, è l'analisi della «marcia dopo la marcia», nella sua trasfigurazione da evento storico-politico a mito fondativo del regime attraverso i riti degli anniversari, la pedagogia scolastica del 28 ottobre, la Mostra della Rivoluzione Fascista (1932) e i rigurgiti squadristi della Repubblica sociale. Dal grande affresco tracciato da Franzinelli emerge un'immagine inedita della marcia su Roma, che fu al contempo la mossa strategica di Mussolini per impadronirsi dello Stato e il frutto del suo indiscutibile talento nell'arte di combinare politica e violenza.
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Anno edizione:2022
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Renzo 29 settembre 2026La marcia su Roma come epilogo di un piano eversivo
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