Colorado, Grande Depressione. Dominic Molise, diciassettenne figlio di un immigrato italiano, vive in una condizione di miseria che toglie il respiro. Il suo unico orizzonte è il baseball: possiede un braccio sinistro prodigioso, il "Braccio", che lui considera la sua unica via d’uscita verso una vita migliore. Il romanzo è il diario di quell’anno, un susseguirsi di speranze, umiliazioni familiari, amicizie acerbe e la scoperta dolorosa del confine tra l’illusione adolescenziale e la durezza cinica della realtà adulta. La sua opera si inserisce a pieno titolo nel filone del realismo della letteratura americana del Novecento che si sposa con quella narrativa proletaria con la quale ha saputo raccontare la Depressione. Se dovessi cercare dei corrispettivi nella nostra tradizione, l’ambiente familiare e la sottomissione al lavoro manuale di Fante, in questo romanzo, mi ha ricordato “il cantore dei vinti” Giovanni Verga. I personaggi di Fante, proprio come quelli di Verga, lottano contro un destino economico già tracciato, ma con una furia ribelle che contraddistingue l’americano dall’italiano. Questo libro è una lettura che non ruba tempo. È la dimostrazione che, a volte, bastano poco più di cento pagine, una prosa asciutta e sporca e un ritmo incalzante per descrivere il momento in cui l’illusione dell’infanzia e dell’adolescenza urta contro la spigolosa durezza della realtà, condizione in cui, noi adulti, spesso ci ritroviamo guardando al nostro passato con malinconia.
1933. Un anno terribile
La piú grande promessa del baseball della West Coast. Un capolavoro di freschezza e comicità, oltre che un omaggio a uno dei grandi miti della narrativa americana, il baseball. Un vero inno alla speranza e alla fame di vita dell'adolescenza.
«L’anno terribile, il 1933, non è legato ad alcun fatto storico. È un anno come un altro tranne che per Dominic, il protagonista. È terribile perché segna il momento in cui il giovane prende coscienza che nella sua vita non c’è alternativa alla fuga.» - Vincenzo Cerami
Figlio di immigrati, Dominic ha un grande talento, quasi da cartone animato: il suo braccio. Lo cura, lo allena, lo protegge dai rigori invernali con tubetti e tubetti di balsamo Sloan, sa che grazie a lui, soltanto grazie a lui, potrà riscattare se stesso e la sua famiglia dalla condizione di inferiorità che stanno vivendo, diventando «Dom Molise, il più grande Mancino della Major League».
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Anno edizione:2018
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Laiozz 15 agosto 2026Fante mi ha ricordato “il cantore dei vinti” Giovanni Verga.
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MD 26 ottobre 2023Tipico di Fante
Da leggere insieme a tutti gli altri libri di Fante. I temi della sue opere si ripetono anche in questo libro ma sotto altre sfaccettature. La lettura è scorrevole e incolla il lettore alla pagina. Memorabile la spiegazione del titolo del libro.
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LUIGI FLORIS 07 novembre 2011
Se si amano i romanzi di formazione e, soprattutto, se si ama John Fante, credo che "1933. Un anno terribile" sia una lettura obbligata. Dominic Molise o Arturo Bandini che sia, ancora una volta Fante riesce a mostrare la struggenza interiore, la problematica dell'immigrato in terra straniera ma soprattutto dei figli che rincorrono il sogno americano tra sconfitte e ingiustizie.
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