Trompe l’oeil, inganna l’occhio: è la tecnica che Paula apprende in un corso di pochi intensi mesi che indirizza la sua esistenza, facendola uscire dall’incertezza in cui si era impantanata alle soglie dell’età adulta. Quel che pare un mero lavoro artigianale, un esercizio copiativo lontano dalla creatività del pittore, si rivela essere attività sfaccettata e complessa. Al netto del bagaglio tecnico, Paula scopre che le serve l’immaginazione, studiare la storia di quello che vuole riprodurre, si tratti di una variante di marmo, di un albero o di un animale. La tesi su un guscio di tartaruga passa dai ricordi d’infanzia (i giochi in giardino coi cugini), dai resoconti di viaggi esplorativi esotici e dai manufatti creati con quel materiale. Paula sperimenta lavori precari, cantieri piccoli e grandi, si sposta in Italia e si ferma a Cinecittà, dove la decorazione serve a fornire l’illusione di un epoca passata che torna a vivere sullo schermo, dando nuova linfa alla Storia. L’ultimo progetto è una sorta di ritorno alle origini della pittura, la perfetta replica dei dipinti rupestri di Lascaux, un sito ormai precluso allo sguardo comune per preservarne l’integrità e quindi disponibile solo come riproduzione. L’approdo di Paula è l’immedesimazione con una donna che millenni prima entrò nelle grotte per lasciarvi la propria testimonianza pittorica. La parabola vocazionale si accompagna a quella sentimentale e umana, passando dall’esperienza collettiva del corso per arrivare alla consapevolezza dell’amore, ad un legame che promette stabilità e completamento. De Kerangal ancora una volta crea una splendida illusione letteraria, rinnova il romanzo di formazione con una lingua insieme tecnica e poetica che si snoda nei consueti lunghi periodi che scandiscono il ritmo e la musicalità della narrazione.
Un mondo a portata di mano
Finalista al Premio Lattes Grinzane 2021
Dopo il successo di Riparare i viventi, sul mondo dei trapianti, un romanzo di formazione ambientato nell’inconsueto mondo del trompe-l’œil, della fabbricazione di un’illusione.
«Sono giovani, disinvolti nelle loro imperfezioni, si muovono leggeri, per accelerazioni. I protagonisti di Un mondo a portata di mano di Maylis de Kerangal sono i perfetti abitanti del nuovo millennio» - Raffaella De Santis, Robinson
Paula Karst si iscrive al prestigioso Istituto superiore di pittura a Bruxelles dove vive sei mesi intensi, calata nell’arte e dedita a imparare la tecnica del trompe-l’œil, decorando e plasmando diversi materiali minerali, vegetali e animali. L’apprendimento rigoroso, i ritmi di lavorazione serrati con grande coinvolgimento fisico rappresentano, in particolare per Paula, un momento di crescita e maturazione. Una volta diplomata, dopo un primo periodo di difficoltà, la ragazza finirà per trovarsi in grandi cantieri, soprattutto in Italia, dove a Cinecittà è incaricata degli scenari di Habemus Papam di Nanni Moretti. E dopo un ingaggio in Russia, sul set del film Anna Karenina, rientra in Francia e un suo vecchio compagno di studi le fa una proposta che si rivelerà peculiare. Le suggerisce di lavorare al grande progetto di ricreazione della grotta di Lascaux: un enorme facsimile, Lascaux iv. Come già in passato, Maylis de Kerangal ci offre un romanzo di formazione, presentandoci giovani alla ricerca di sé, in una metaforica discesa nell’intimità dell’arte nel suo senso più profondo, più concreto e totalizzante.-
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Anno edizione:2020
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