Pensare futuro. Come ricominciare senza ripetersi - Piero Gobetti - copertina
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Letteratura: Italia
Pensare futuro. Come ricominciare senza ripetersi
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Descrizione

A più di cento anni dalla sua nascita, Piero Gobetti non rappresenta un classico “da celebrare”, ma un autore da riscoprire per ciò che può insegnare ora, nell’epoca del disincanto e delle scorciatoie populiste. A cominciare da questo volume, che si offre come laboratorio di riflessione per le lettrici e i lettori che non si accontentano delle risposte facili, ma vogliono imparare a farsi le domande giuste.

«La storia va innanzi: gli uomini con essa. Gli schemi non possono restare gli stessi.»


Giornalista, editore, intellettuale precocissimo, Gobetti visse e raccontò l’Italia del primo dopoguerra e degli inizi del fascismo con una lucidità che ne fa ancora oggi una delle figure più fertili del pensiero democratico europeo, grazie a una riflessione concentrata su idee e linee di condotta rivolte non all’immediato, ma a un “tempo lungo” di trasformazione morale e politica. Lo mostra chiaramente questa raccolta curata da David Bidussa, che propone alcuni dei testi centrali della produzione del giovane studioso torinese. Gobetti non oppone alla tirannide uno schema ideologico, ma un metodo: pensare, scrivere, agire per formare cittadini consapevoli. Alla passività dell’antipolitica risponde con l’etica dell’impegno, all’apatia con la volontà di riforma. La sua diagnosi del trasformismo come “vizio nazionale” e la sua ricerca di un’Italia moderna e laica, in dialogo con l’Europa, sono strumenti preziosi per comprendere i limiti del nostro tempo.

Dettagli

Tascabile
10 febbraio 2026
176 p., Brossura
9788807905100

Conosci l'autore

Foto di Piero Gobetti

Piero Gobetti

(Torino 1901 - Parigi 1926) uomo politico e scrittore italiano. Dopo esperienze culturali vicine all’attualismo gentiliano, si accostò al movimento democratico di G. Salvemini; collaborò al quotidiano gramsciano «Ordine nuovo» come critico letterario e teatrale e, nel 1922, fondò il settimanale «Rivoluzione liberale», che intendeva porsi come voce di un’opera rinnovatrice di cui fossero protagoniste sia le élites intellettuali della borghesia sia le coscienze più attive del proletariato. Sotto il fascismo la rivista, influenzata dal sindacalismo soreliano e dalle teorie di Mosca e Pareto, divenne organo dell’antifascismo militante e subì una dura repressione. Nel 1924-25 G. accentuò il proprio impegno di organizzatore culturale fondando una casa editrice e un periodico letterario, «Il Baretti»,...

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