Questo libro di Gastone Breccia è tipicamente di storia militare, benché l’autore abbia ritenuto giustamente opportuno parlare anche di altro, per quanto attinente alla Grande Guerra e in particolare a ciò che ha portato il nostro paese a recedere dalla Triplice Alleanza con Germania e Austria per entrare a far parte, con Francia, Inghilterra e Russia, della Triplice Intesa. Breccia rileva in modo particolare la nostra inazione nei primi giorni di guerra, caratterizzati infatti da una prudenza fin troppo eccessiva, benché a fronte avessimo solo un velo di truppe nemiche, atteggiamento che ebbe notevoli e sanguinose ripercussioni nello svolgimento successivo del conflitto. Effettivamente non si intese approfittare della momentanea debolezza della difesa austro-ungarica, commettendo un errore madornale, perché se si fosse osato un po’ di più assai probabilmente non avremmo avuto le carneficine delle dodici battaglie dell’Isonzo. Si potrà dire che questo ragionamento è frutto del senno di poi, però, come evidenzia l’autore, il nostro comportamento è stato frutto unicamente dell’eccessiva e non giustificabile prudenza di Cadorna. Fra l’altro già in quelle prime battute Breccia pone in risalto l’anelasticità del comandante in capo, legato strettamente alla sua strategia che impone ai subordinati anche quando fatti e circostanze dovrebbero consigliare un ripensamento e un modus operandi diverso.
1915: l'Italia va in trincea. Ediz. illustrata
Nel ripercorrere la storia militare dei primi mesi della Grande Guerra sul fronte italo-austriaco, con la mancata irruzione oltre frontiera dell'ultima settimana di maggio e l'agonia delle battaglie di logoramento autunnali, il libro fa rivivere "in presa diretta" episodi noti e meno noti del conflitto. E così illuminata la condotta della guerra nella sua concreta realtà quotidiana: dalla brillante impresa degli alpini sul Monte Nero al sanguinoso fallimento della quarta offensiva sul fronte dell'Isonzo. Una disamina che non tralascia di considerare i mutamenti profondi nel morale e nello spirito di una generazione di soldati che persero le loro illusioni ma si trasformarono in un esercito capace di sopportare altri tre durissimi anni di guerra.
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Anno edizione:2015
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Renzo 10 febbraio 2026L’eccessiva prudenza
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Stefano Di Matteo 26 novembre 2016
Ricostruzione accuratissima degli eventi che portarono allo scoppio della 1° guerra mondiale. L'autore si dimostra molto attento nel dare conto di gran parte della storiografia di vecchia e di recente generazione sui motivi che determinarono la crisi pre-bellica nelle nazioni coinvolte. Viene poi analizzata la strategia offensiva del gen. Cadorna, capo di stato maggiore dell'esercito italiano, ritenuta dall'autore estremamente fallimentare. Sono descritte con dovizia di particolari le prime offensive sul fiume Isonzo, effettuate dall'esercito italiano. Particolare attenzione viene dedicata alle strategie del comando austriaco. Un libro nel complesso interessante.
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