Più dritti che rovesci. Incontri, sogni e successi dentro e fuori dal campo - Adriano Panatta - copertina
Più dritti che rovesci. Incontri, sogni e successi dentro e fuori dal campo - Adriano Panatta - copertina
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Letteratura: Italia
Più dritti che rovesci. Incontri, sogni e successi dentro e fuori dal campo
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Descrizione


Al circolo Parioli di via Tiziano era per tutti "Ascenzietto", il figlio del custode. Eppure, nonostante un'infanzia vissuta sui campi da tennis e in mezzo alla banda di "ragazzacci" di Nicola Pietrangeli e Bitti Bergamo, l'incontro di Adriano Panatta con lo sport che avrebbe segnato la sua vita è stato soprattutto un caso, io volevo fare nuoto, ma i corsi erano già chiusi. "Ti ho iscritto al tennis" mi disse mio padre. "Vabbe"' risposi. Lui ebbe un colpo di genio: prese una racchetta dismessa dal circolo e ne tagliò un pezzo con la sega consegnandomi una racchettina, attrezzo che a quei tempi non esisteva. Poi pitturò una rete sul muro e per terra delle righe che tracciavano un campo, io facevo il resto, immaginando grandi partite, nelle quali, non so come, ero sempre io a battere il muro." Adriano Panatta si racconta, e nei suoi ricordi rivivono il jet set di una Roma che oggi non c'è più, sorniona, fresca e godereccia, e quel tennis anni Settanta di cui proprio Adriano fu inventore, capo cordata, locomotiva. Grazie al suo gioco solare e mediterraneo, che rispondeva per la prima volta al bisogno di stupire e divertire il pubblico, gli italiani scoprirono in massa uno sport che in molti, fino ad allora, consideravano un passatempo per pochi. E fu grande amore.

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221 p., Rilegato
9788817034753

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Foto di Adriano Panatta

Adriano Panatta

1950, Roma

Famoso tennista protagonista del jet-set italiano fino agli anni’ 80, si ritira dal gioco nel 1983. Da ricordare la finale di Coppa Davis del 1976 quando, giocando con Paolo Bertolucci, entrambi indossarono una maglia rossa come segno di forte protesta verso la dittatura di Pinochet, in Cile. Restando colpito da questo gesto simbolico e dal “personaggio Panatta”, il regista Mimmo Calopresti ha realizzato nel 2009 il documentario La maglietta rossa. Anche i Modena City Ramblers hanno dedicato a questa impresa la canzone "Due magliette rosse", all’interno dell'album Niente di nuovo sul fronte occidentale.Dopo la carriera tennistica, si dedica per alcuni anni alla motonautica, alla politica (è stato consigliere comunale a Roma e poi assessore provinciale allo sport)...

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