Purtroppo non ho apprezzato questo libro... Avevo già letto "E poi ci sono io" della stessa autrice e mi era piacuto molto, quindi mi ero erroneamente fatta delle aspettative. "Glass girl" non mi ha convinto per diversi motivi. Innanzitutto, l'ho trovato confusionario: ci sono dei passaggi in cui non è chiaro cosa succede, oppure non è deducibile quanto tempo sia passato per cui chi legge deve cercare di ricostruire i fatti, procedendo a tentoni. In secondo luogo, vengono narrati degli eventi oltremodo irrealistici: troppe casualità, coincidenze forzate e avvenimenti che sono prevedibili da pagine e pagine di distanza. Passando ai personggi, sono poco originali e l'uno la copia dell'altro, tanto che non è difficile confonderli carratterialmenti. Altro problema è la conclusione, secondo me, affrettata in quanto c'è una totale assenza di comunicazione per circa un terzo del libro; poi, di colpo, c'è l'evento scatenante e d'un tratto nella parte finale sembra che si risolva tutto in circa una decina di pagine (dopo qualche incomprensione, anch'essa trattata di corsa e apparentemente risolta?). Ho trovato questo romanzo pieno di clichè ed un occasione sprecata per parlare di una bella tematica. Infatti, i punti veramente toccanti della storia sono giusto un paio. Unica nota di merito è la scrittura di Glasgow, molto scorrevole e del tipo che invoglia a leggere, a dispetto della storia di per sè che è estremamente piatta in alcuni punti (per lo più nella prima metà, in cui i capitoli sembrano infiniti e per pagine e pagine sono mononota). Mi è dispiaciuto molto perché non sono riuscita a calarmi nella psicologia della protagonista: mi è sembrata ripetitiva, quasi asettica, che non permette di empatizzare. Insomma, non esattamente my cup of tea!
Glass girl
Dall'autrice di E poi ci sono io, amatissima da pubblico e critica, un romanzo crudo e straziante su un'adolescente che affronta la sua dipendenza dall'alcol e il viaggio che deve intraprendere per uscirne.
«Una lettura imperdibile.» - Laura Nowlin
Bella ha quindici anni e un problema enorme: non sa come sopravvivere alle mille difficoltà che affollano la sua adolescenza. Sua madre è travolta dal lavoro, il padre è incapace di badare a se stesso, figurarsi a due figlie, e da quando i genitori si sono separati lei fa la spola tra casa di uno e quella dell’altro trascinandosi dietro la sorellina. E poi c’è la scuola, ci sono i professori che ti trattano in modo umiliante, il panico che incalza, i ragazzi che ti urtano in corridoio perché non ti vedono, nonostante la maschera di cipria e eyeliner dietro cui ti nascondi, e un ex fidanzato che ha rotto con te perché eri “troppo”. Nonché l’enorme vuoto lasciato dalla morte di tua nonna, l’unica persona che ti faceva sentire amata e che non aveva pretese su di te. Per allentare la tensione Bella ha trovato un rimedio: l’alcol. Con la vodka mischiata alla Sprite il mondo diventa più morbido e liscio, come velluto. Tutti bevono, e lei, come tutti, può smettere quando vuole. Eppure l’alcol diventa un richiamo costante, il bisogno di stordirsi si amplifica spingendola a raccontare bugie su bugie, fino a quando, il giorno del Ringraziamento, Bella si ubriacherà al punto da perdere coscienza e risvegliarsi in un letto di ospedale. Da quel momento, per lei arriverà il momento di affrontare la realtà. Ricoverata in un centro di riabilitazione in mezzo al deserto dell’Arizona, Bella incontrerà ragazzi come lei, spaventati, a pezzi, costretti ad affrontare se stessi e le proprie paure, e a ottenere almeno una vittoria: sopravvivere.
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Autore:
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Traduttore:
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Editore:
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Collana:
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Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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L.C. 18 settembre 2026
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ele 19 aprile 2025
estremamente toccante a livello emotivo, mi sono ritrovata in tutto anche se non soffro di questa dipendenza
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