Screen life. Ediz. italiana e inglese
Fin dagli esordi, De Marco ha concepito la pittura come un dispositivo di osservazione, un campo di prova in cui verificare la distanza tra il visibile e il rappresentabile. Le sue opere non descrivono il mondo, ma interrogano i modi in cui esso ci appare. In questa indagine, l’artista assume il linguaggio del digitale come condizione percettiva e paesaggio culturale. Le interfacce dei software di fotoritocco, le finestre dei browser, le griglie dei social network o le estetiche dei feed visivi sono elementi che abitano i suoi quadri come strutture latenti, come impalcature invisibili della visione contemporanea. In questo senso, la pittura di De Marco non si pone in opposizione al digitale, ma lo ingloba e lo traduce. Trasforma le sue logiche in materia, i suoi pixel in pigmento, i suoi flussi in durata. I bordi delle immagini evocano le cornici di schermi e finestre, le superfici monocrome rimandano ai campi neutri dei programmi di editing, mentre i dettagli sospesi – icone, indicatori, livelli di trasparenza – diventano metafore della nostra percezione mediata.
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Anno edizione:2026
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