Trai i romanzi scritti da Alberto Ongaro è quello che ho trovato più noioso ed ostico: un “joyciano” monologo interiore di una sola notte insonne che si dilunga per trecento e passa pagine, con innumerevoli citazioni di personaggi, attori, film, libri, fumetti tutt’altro che comprensibili ed illuminanti per i non “addetti ai lavori”. Il nucleo narrativo verte sulla dicotomia tra avventura/spazio interno/ gioco come dimensione arlecchinesca dell’anima e storia/realtà-presente/ spazio esterno come un “enorme pachiderma” che uniforma tutto e tutti, privandoli della gioia e dell’entusiasmo della ribellione-affermazione di sé. Una sorta di “Storia Infinita” alla rovescio, dove per sfuggire al dolore si deve avere il coraggio di difendere il proprio spazio personale, liberare il proprio “fanciullino”, entrare a far parte del mondo fantastico scaturito dall’immaginazione dell’artista, auto-“ipnotizzarsi”. Le creazioni (narrative, fumettistiche ecc.) rispecchiano le pulsioni dei loro inventori e, nello stesso tempo, li osservano, giudicandoli, dall’interno delle loro stesse comic-strips, capaci perfino di scambiarsi con essi i ruoli, in un totale straniamento e stravolgimento della realtà. Superbo, come al solito, lo stile!
Dopo una cena solitaria e sontuosa consumata nella sua casa veneziana, Hugo Pratt, il creatore di Corto Maltese, si ritrova personaggio di un romanzo. Non è il vino che ha bevuto a produrre questo miracolo, ma l'estro di Alberto Ongaro, che ha colto la sostanza romanzesca della vita di Hugo Pratt e ne racconta la leggerezza e il peso. L'inizio è una telefonata da Londra che gli annuncia la scomparsa di un amico di sempre, Paco, forse suicida nelle acque del Tamigi. La notizia sembra scatenare un uragano in quella regione avventurosa dell'esistenza dove Hugo e Paco sono cresciuti tenendo a bada la realtà quotidiana percepita come irrimediabilmente mediocre. Nella casa sfilano i ricordi di episodi vissuti assieme, si affacciano i personaggi dei libri più amati come il capitano Achab, Huck Finn, Tom Sawyer, Gordon Pym, gli attori dei film di Siodmak e di Huston, compaiono Fletcher Christian con gli ammutinati del Bounty e gli eroi delle storie che loro stessi hanno creato. Circondato da amichevoli fantasmi, Hugo tenta di capire le ragioni della scomparsa dell'amico. La notte si consuma lentamente, il tempo reale e quello della memoria si confondono, trasformando Hugo e Paco in figure assai simili alle loro creature, mentre la morte si allontana e la vita trascolora nel mito.
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Anno edizione:2008
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GIOVANNA CARSUGHI 01 febbraio 2009
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