Libro consigliato da mia cugina, la ringrazierò per sempre. Libro spettacolare, un mix di emozioni tra felicità, disperazione e amore. Un libro di crescita, consigliato a tutti. Ho iniziato da questo per seguire la crescita della famiglia Florio dagli inizi, non vedo l’ora di leggere gli altri due.
L'alba dei leoni. La saga dei Florio
Il nuovo, imperdibile capitolo della saga che ha appassionato i lettori in Italia e nel mondo
Vincenzo dà le spalle al mare. «Che nome gli vuole dare?» chiede.«Ha pregato san Francesco di Paola durante il parto e, siccome un figlio che si chiama Francesco lo avete già, questo Paolo lo vuole chiamare», risponde Mimma.Vincenzo fa cenno di sì. «Paolo Florio», dice. È un un buon nome. Un nome da persona onesta.
«Sullo sfondo di un tempo ciclico, arcaico, scandito dall'alternarsi delle stagioni e dalle età della vita, Stefania Auci consegna ai lettori un romanzo corale dal ritmo serrato, popolato di personaggi e fitto di avvenimenti, verghiano per la rappresentazione dell'epica della fatica e l'ossessione per la roba [...], per l'ideale della famiglia [...].» - Marzia Fontana, La Lettura
«Ruggente.» - Elle
«Stefania Auci va all'origine dell'epopea, lì dove il destino sembrava sfavorevole. Questa scrittrice può raccontare tutto: la paura, il desiderio, l'ambizione, il successo. E ancora più indietro: la povertà, il coraggio. Un romanzo che incanta e commuove. - Teresa Ciabatti
«Auci è sempre Auci, forse anche di più. Non è solo il prequel della saga dei Florio. Stefania Auci intriga co un romanzo-mondo ipnotico come un film». - Style.corriere.it
1772. Bagnara Calabra è un pugno di terra rubato alla montagna, stretto tra rocce e mare. Scuro, compatto, chiuso. Ma è così, ed è la casa della famiglia Florio. Niente è facile, per loro, ogni cosa deve essere difesa con fatica e determinazione: dalla forgia di Vincenzo, uomo duro come il ferro che lavora, all'amore che Rosa, sua moglie, ha per i tanti figli che ha avuto e per i tanti che ha perso. Una vita fondata sull'orgoglio del proprio nome, sulla certezza che il presente è, insieme, un'eco del passato e la promessa del futuro. Almeno finché non arriva il destino a spezzare quei fili che sembravano così saldamente intrecciati: prima la fuga di un figlio, ribelle e sognatore, e la sua scoperta che la libertà è esaltante, ma si paga a caro prezzo; poi la natura, più matrigna che madre, che in pochi istanti sgretola case, uomini e speranze; e infine un sogno nuovo, lontano da Bagnara, in un'isola dove ci sono soldi e potere… Perché, nel 1799, quando Paolo e Ignazio Florio arrivano a Palermo, non sanno quale sarà il loro destino, ma sanno cosa sono stati. Hanno lottato contro un padre che li voleva schiavi, contro la disperazione di chi ha perso tutto, contro le ombre delle persone amate e perdute. Una consapevolezza che segna l'intera storia dei Florio, dall'inizio alla fine. E questo è l'inizio. Questa è l'alba dei Leoni di Sicilia.
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Autore:
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Edizione:4
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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asiaarossini 28 settembre 2026SPETTACOLARE
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Valeria 19 settembre 2026
Il terzo capolavoro della saga. L’inizio della storia della famiglia Florio. Consigliatissimo
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camillacccc 17 settembre 2026Dove tutto ebbe inizio
Avevo iniziato *L’alba dei leoni* con parecchie riserve. Dopo aver amato *I leoni di Sicilia* e *L’inverno dei leoni*, mi chiedevo se tornare così indietro nel tempo, fino alle origini della famiglia Florio, fosse davvero necessario. Invece, pagina dopo pagina, mi sono dovuta ricredere. Questo prequel mi ha aiutata a comprendere molto meglio la famiglia che avevo già imparato a conoscere nei due romanzi precedenti. Tornare al 1772, a Bagnara Calabra, significa incontrare i Florio prima che diventino i Florio che conosciamo: prima di Palermo, delle ricchezze, delle tonnare, del Marsala e dell’enorme impero economico che costruiranno. All’inizio ci sono soltanto Vincenzo, Rosa e i loro figli, una famiglia povera, il lavoro nella forgia, la fatica quotidiana e un desiderio di riscatto che sembra ancora lontanissimo. L’alba dei leoni non racconta semplicemente una storia che viene prima delle altre due, ma dà un nuovo significato a ciò che già conosciamo. Dopo aver visto i Florio arrivare al successo e poi assistere al declino della famiglia, tornare alle origini permette di guardare quei personaggi con occhi diversi e di comprendere meglio ambizioni, conflitti, rapporti familiari e soprattutto quella continua necessità di riscatto che attraversa tutta la saga. Mi è piaciuto anche perché, oltre alla storia dei Florio, racconta una parte dell'Italia fatta di povertà, lavoro, potere, violenza e fortissime disuguaglianze sociali. È il ritratto di un'epoca lontanissima dalla nostra, ma attraverso le vicende di questa famiglia diventa sorprendentemente concreta.
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