2666 - Roberto Bolaño - copertina
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Letteratura: Cile
2666
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Descrizione


Delle molte leggende alla cui nascita Bolano stesso ha contribuito, l'ultima riguarda la forma che "2666" avrebbe dovuto assumere. Si dice infatti che l'autore desiderasse vedere i cinque romanzi che lo compongono pubblicati separatamente, e se possibile letti nell'ordine preferito da ciascuno. La disposizione, ammesso che sia autentica, era in realtà un avviso per la navigazione in questo romanzo-mondo, che contiene di tutto: un'idea di letteratura per la quale molti sono disposti a vivere e a morire, l'opera al nero di uno scrittore fantasma che sembra celare il segreto del Male, e il Male stesso, nell'infinita catena di omicidi che trasforma la terra di nessuno fra gli Stati Uniti e il Messico nell'universo della nostra desolazione. Tutte queste schegge, e infinite altre, si possono in effetti raccogliere entrando in "2666" da un ingresso qualsiasi; ma fin dall'inizio il libro era fatto per diventare quello che oggi il lettore italiano ha modo di conoscere: un immenso corpo romanzesco oscuro e abbacinante, da percorrere seguendo una sola, ipnotica illusione - quella di trovare il punto nascosto in cui finiscono, e cominciano, tutte le storie.

Dettagli

Tascabile
14 ottobre 2009
968 p., Brossura
9788845924354

Valutazioni e recensioni

  • Michele Lamontanara
    Chi è l'assassino?

    Qual è la relazione tra un pittore italiano del Cinquecento, l'Olocausto nazista, due registi di film hard chiamati Epstein e il narcotraffico messicano? Il romanzo di Bolaño è un enorme labirinto borgesiano: non tanto perché sia impossibile attraversarlo, quanto perché, mentre lo si attraversa, si ha continuamente la sensazione di averne appena intuito la struttura. Una porta conduce a un'altra porta, un personaggio apre una storia che sembra spiegare quella precedente, un dettaglio trascurabile riappare, trasformato, molte centinaia di pagine dopo. Il punto è che 2666 non ci dà una mappa. Fa qualcosa di più divertente: dà brevi ed enigmatiche istruzioni per costruircela da soli. I labirinti, del resto, contengono altri labirinti. Bolaño dissemina il romanzo di miniature del romanzo stesso, come se ogni tanto si fermasse a mostrarci il meccanismo. C'è, per esempio, il sogno del soldato ne "La parte di Arcimboldi": perso nei sotterranei della linea Maginot, incontra Dio, che gli propone la sua anima in cambio dell'uscita. Il soldato accetta, firma il contratto con il sangue e viene salvato. Quattro giorni dopo viene investito da un'auto tedesca e muore. Oppure Duchamp: un libro di geometria, lo studio delle forme, esposto alle intemperie. Il labirinto contiene la propria teoria. E Bolaño procede proprio così: attraverso ready-made narrativi. Prende dalla realtà un'opera d'arte, un episodio storico, uno scrittore, un libro, una storia assurda e li deposita nel romanzo. A volte sembra che abbia inventato la realtà per poterla mettere dentro 2666. Poi ci sono i fucili di Čechov... senonché Bolaño ha una strana idea di come debbano funzionare. Li dissemina ovunque, promettendo una conseguenza. Ma il fucile non sempre spara. Lo scrittore ci mostra direttamente il cadavere. E così "La parte dei delitti", dopo una quantità quasi indecente di morti, autopsie e sospetti, lascia lì la domanda più ovvia di tutte: chi è l'assassino?

  • Ema_
    Il capolavoro di Bolaño

    Senza dubbio, 2666 è l'opera più ambiziosa, più completa, più affascinante di Roberto Bolaño. Romanzo-mondo di raffinata costruzione, scoperta continua e intrico di trame apparentemente anche poco collegate, infinito gioco intellettuale, i tomi qui riuniti che lo compongono lasceranno dubbi e certezze, pensieri incancellabili e altri simili a sogni. Per chi ama le sfide di questo genere, assolutamente imperdibile.

  • giampaolo74
    Ottimo

    Uno dei milgiori libri di Bolano e uno dei migliori libri di questo inizio secolo, avvolgente, intrigante, denso. Forse la parte dei delitti è un po' troppo lunga, ma nel complesso un libro eccellente. A metà fra Borges e Cortazar.

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Foto di Roberto Bolaño

Roberto Bolaño

1953, Santiago

Abbandonato il Cile all’indomani del colpo di stato che portò alla dittatura di Augusto Pinochet, Roberto Bolaño visse dapprima in Messico e poi in Spagna, dove si stabilì definitivamente. Dopo aver pubblicato diverse raccolte di poesie, ottenne la consacrazione presso critica e pubblico come autore di romanzi e racconti nei quali ebbe modo di dispiegare una scrittura e un’inventiva originali, maturate attraverso un lungo confronto con i classici e le avanguardie letterarie, in particolare con il surrealismo e l’opera di Jorge Luis Borges. Nel 1993 pubblicò La pista di ghiaccio, nel quale, affidando il racconto di uno stesso crimine a tre diversi personaggi, dimostrò la predilezione e il talento per la costruzione di strutture narrative...

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