Potere pubblico, tradizione e federalismo nel pensiero politico di Gioacchino Ventura
L'attività politica di Gioacchino Ventura fu volta a costituire un movimento che aggregasse i cattolici intorno a un programma articolato in proposizioni sociali e istituzionali. In funzione di esso egli fu pronto a pagare di persona le conseguenze della sua coerenza, convinto che l'attività politica dei cattolici non dovesse essere funzionale alla conservazione, ma all'emancipazione del popolo, rifiutando fermamente che il potere istituzionale si potesse arrogare la potestà di tutelare la Chiesa. Riguardo al pensiero filosofico, invece, il fatto che Ventura abbia fattivamente contribuito alla riscoperta della filosofia di Tommaso non lo emancipa dalla sua adesione incondizionata al tradizionalismo di Maistre, Bonald e Lamennais, che lo colloca su posizioni apertamente contrarie alla correlazione tra ragione e fede. Un cieco anti razionalismo lo spinse a negare "l'analogia" tra "l'eterno Spirito creatore e la nostra ragione", negando in nuce ogni rapporto tra tradizione cristiana e filosofia greca.
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Anno edizione:2014
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