La vittimologia e la vittima «culturale». Il caso paradigmatico delle mutilazioni genitali femminili
La pratica delle mutilazioni genitali femminili, oggetto di un intenso dibattito internazionale e di un esteso movimento sociopolitico teso a una profonda e radicale implementazione del suo divieto, è osservata dalla prospettiva della vittimologia culturale. Secondo l'interessante e originale approccio l'uomo è plasmato dalla cultura stessa che può imporre o comunque legittimare o far tollerare modelli di comportamento che violano i diritti dell'essere umano, anche a genitori nei confronti dei propri figli. In questa cornice teorica e analitica, dopo l'approfondimento delle possibili coordinate culturali e religiose del fenomeno, sono collocate le mutilazioni genitali femminili, le cui vittime divengono un esempio paradigmatico della vittimizzazione "culturalmente legittimata". La sofferenza e il dolore vengono percepite come pro-sociali dai perpetratori, resi così ciechi da una "benda" culturale. L'autrice discute anche alcuni profili problematici della recente legge 7/2006.
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Anno edizione:2010
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