Strategie della memoria. Architettura e paesaggi di guerra
Se provassimo a descrivere la tendenza odierna dell'architettura, che se ne parli in termini di nuova architettura o nei termini del suo riciclo, dovremmo parlare di una 'tendenza al paesaggio'. Nella dialettica corrente, infatti, in contrasto con una volontà di specialismo disciplinare, il termine paesaggio assume sempre più spesso una connotazione onnicomprensiva che ingloba persino la città. Se la 'tendenza', quella vera, oltre alla cosiddetta architettura disegnata ha provato a costruire una teoria urbana attraverso "l'architettura della città", oggi tutti, anche i più attenti e fedeli testimoni ed esegeti di quella tendenza, sono sedotti dal paesaggio. Non solo gli ecologi e i botanici accanto ai paesaggisti ortodossi, ma anche antropologi, sociologi, storici, etnologi, e prima di loro gli artisti, si sono occupati di definire e dare forma al paesaggio. Possiamo lavorare in continuità o in assoluta discontinuità con questa tendenza al paesaggio, spesso banalizzante e omologante, ma in ogni caso dobbiamo fare i conti con essa. E uno dei modi per fare i conti con il paesaggio è provare a studiarlo scegliendo una prospettiva.
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Anno edizione:2014
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