...mentre sulla città calavano le prime ombre della sera, e mefitici vapori iniziavano a risalire da... ...quando al calar delle tenebre gli ignari cittadini si rifugiavano nelle loro dimore mentre gelide nebbie... No, non è Nick Carter, no non è Cattivik, no non sta scrivendo un ulteriore bar il Benni! Si tratta di MARCO SOMMARIVA! Lungi dal volerlo accostare a questo o quell'altro più o meno meritatamente noto autore, il romanzo di Marco, "Il venditore di pianeti" non può che far riemergere dalle nostre memorie sentori di narrativa da "Bar sport", ma attenzione! Fatti e personaggi narrati non mi sembrano assolutamente casuali, e casuali non sono i riferimenti. Mi spiego. Dopo la meraviglia di scoprire che l'autore di quelli che definiremmo romanzi storici, e piuttosto rigorosi, di stampo popolare senza la prosopopea di intellettualismi accademici ma vissuti "dal basso" come Fischia il vento, narra meravigliosamente con ironia e sarcasmo anche le vicende dei personaggi di tutti i giorni del compagno di bevute all'incontro casuale, ci si domanda perché un testo di questa levatura non si annoveri tra i best-sellers nazionali. Eppure nella sua fantasmagoria becca, anche se per iperbole, tutti gli individui che molti di noi hanno conosciuto trasformandoli da personaggi reali in caratteristi senza però far perdere loro l'originale realismo. La risposta esiste. Credo che la "censura del mercato", oltre che nel cinema, operi anche nella stampa. Librerie zeppe di opere mediocri, acquirenti che escono sotto le feste con pacchi di dieci copie dell'identico libro dell'anno non possono che penalizzare questa intelligente narrativa che diventa di nicchia. Ma cosa c'è di casuale? I luoghi e gli individui descritti sono reali, li conosciamo, potremmo darci un nome (no, meglio un soprannome, ma questo è un seguito), li abbiamo vissuti. Non sono surreali, sono "sovrareali", e sovrareale è la Sestri Ponente, antico comune, quartiere, delegazione, di Genova dipinta a sguazzo ma perfettamente riconoscibile e non solo ai residenti. Ma sarà vero? Forse è Amsterdam, forse Le Havre? Forse è la tua città. Ma se questa è la nicchia di cui sopra infiliamoci tutti lì dentro, e questo è un invito. Dopo aver letto questo bel libro attendiamo ansiosamente, come per una saga fantasy ma occhieggiando tra i vapori che risalgono dai tombini della Genova sotterranea i suoi seguiti, sempre imprevedibili, o no? MDC
Un indagine investigativa, grottesca ed esasperante, intrapresa dal protagonista del romanzo per incontrare un introvabile venditore di pianeti. Teatro della vicenda è una Sestri Ponente delegazione genovese, dove si paga in dollari, la giustizia è nelle mani degli sceriffi e si festeggia il 4 luglio. Centro di gravità della storia è un locale pubblico, l'Osteria dei Soprannomi, dove l'ingresso ai nomi è vietato. Ci vanno personaggi che non hanno e non vogliono nulla, ma che ci tengono a non perdere la compagnia delle storie (strazianti, inventate, surreali) che là vengono raccontate davanti a bicchieri mai vuoti. Personaggi pronti ad andare a sbattere in qualche altro angolo della città: la stazione dei treni, la miniera di carbone, le fogne. Fra i tanti, Tom Walzer, sporco come un bastone da pollaio, piegato come un ferito a morte; Gommolo, piccolo, brutto, tenero come un bambino in fasce; Olga, bellissima, profumata, dal sesso sempre caldo; Gino Pattume, capace di vendere i mobili gettati in discarica a chi aveva deciso di liberarsene; Carlo Tomaszewski, in perenne ricerca di notizie dal padre che non ha mai conosciuto; Bestia, che invece il padre l'ha cremato, sniffato e sepolto nei propri polmoni.
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Anno edizione:2008
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MASSIMO CIPOLLA 14 febbraio 2020
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