Accanto alla mostra 'Bramantino a Milano' del 2012, che presentava solo le opere conservate a Milano e i disegni dell'Ambrosiana, questa di Lugano, la cui preparazione è andata parallelamente e indipendentemente dalla precedente (nonostante le polemiche di Agosti e Stoppa contro Natale sulla stampa) ha presentato quasi tutte le opere conservate all'estero che a Milano mancavano per motivi di budget, permettendo ai fortunati visitatori una ricognizione pressoche' completa dei capolavori del pittore: dal Cristo Risorto del Museo Thyssen (uscito illegalmente proprio da una collezione di Milano nel 1937!) al Filemone e Bauci di Colonia e alla Madonnina di Boston, dalla Adorazione dei Magi di Londra al San Giovanni 'Borromeo', alla commovente tarda Deposizione del Museo di Bucarest....e tra le opere 'italiane' tutte quelle trasportabili di Brera, i due capolavori di Mezzana di Somma Lombardo già visti a Milano, e vero vertice dell'esposizione, la Sacra Conversazione degli Uffizi di Firenze restaurata. A queste tavole si accompagnavano come contesto alcune stupende oreficerie, codici miniati, e elette opere di confronto di Bramante, Butinone, Zenale...più disegni di Bramantino. Con pacatezza il catalogo corredato da ottime foto propone una cronologia del pittore diversa da quella di Agosti e c. (da qui le piccate reazioni) ma con meno , giustamente, certezze e soprattutto meno 'supponenza trionfante' (definizione azzeccata di M.Bona Castellotti) di quello, pur ottimo e complementare a questo, degli studiosi milanesi.
Bramantino. L'arte nuova del Rinascimento lombardo. Ediz. illustrata
Bartolomeo Suardi detto il Bramantino (doc.1480-1530) è una figura di spicco della crisi culturale e del rinnovamento figurativo che hanno radicalmente trasformato il linguaggio pittorico in Lombardia al momento del crollo della dinastia sforzesca e dell'occupazione francese tra la fine del Quattrocento e i primi vent'anni del secolo seguente. Pubblicato in occasione della mostra a Lugano, la monografia traccia il percorso dell'artista a partire dagli esordi, dalla collaborazione con l'architetto e pittore Donato Bramante - da cui ha tratto il soprannome con il quale è noto ancora oggi - fino alle ultime opere conosciute tra le quali la Fuga in Egitto custodita in Ticino, nel Santuario della Madonna del Sasso a Orselina. Accanto ai capolavori di Bramantino, alcuni dei quali restaurati per l'occasione, provenienti da importanti istituzioni tra cui la National Gallery di Londra, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid o ancora la Pinacoteca di Brera, vengono presentate opere degli artisti con i quali Bramantino condivise la scena, dal Bergognone a Bernardo Zenale, e di quelli che raccolsero la sua eredità artistica come Bernardino Luini e Gaudenzio Ferrari.
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Anno edizione:2014
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