L’impero romano d’Oriente riuscì a vivere per oltre dieci secoli, pur fra grandi difficoltà derivanti dall’essere in uno stato di guerra senza fine, minacciati di continuo da altri popoli, quali i Goti, gli Unni, gli Slavi, i Persiani per ricordarne solo alcuni. La capitale, Costantinopoli, con le sue ricchezze e la sua bellezza esercitava un fascino indiscutibile sia nelle popolazioni barbare, sia negli stati organizzati, come per esempio la Persia, e quindi un conflitto seguiva l’altro, da cui tuttavia l’Impero riusciva a uscire vincitore, pur patendo anche qualche sconfitta senza che questa si tramutasse in disfatta, e ciò per merito del proprio esercito, lontano nel tempo, ma anche nell’organizzazione e nell’armamento da quello di Augusto. In particolare, considerata la notevole estensione territoriale dell’impero, onde non assoldare centinaia di migliaia di soldati, con inevitabili effetti negativi sulle casse statali, si provvide a organizzare l’esercito su tre livelli, di cui il primo con dei distaccamenti di numero non consistente di militari nei punti più a rischio della frontiera; se questi non fossero riusciti a fermare l’invasore altre truppe più ragguardevoli erano nelle retrovie pronte a intervenire e infine al centro del territorio stavano due armate poderose in funzione di riserva e di massa di manovra. La struttura si rivelò efficace e fu introdotta all’indomani della disfatta di Adrianopoli del 378, che vide i Goti sterminare l’esercito romano uccidendo anche l’imperatore Valente. Il saggio storico di Gastone Breccia parla dei fatti militari che interessarono l’impero in un periodo di tempo che va dal IV al IX secolo e che ricomprende quindi anche la vittoriosa campagna italica voluta da Giustiniano, tesa a liberare lo stivale dall’occupazione degli ostrogoti, grazie alle truppe ben condotte da Belisario e da Narsete. Lo scudo di Cristo è un libro che si legge con vero piacere, un saggio storico per nulla greve e che consiglio senz’altro.
L'impero romano d'Oriente visse suo malgrado per oltre mille anni in uno stato di guerra continua. La sua capitale Costantinopoli, la splendida 'regina delle città' non smise mai di attirare conquistatori avidi di preda dai quattro angoli del mondo: Goti, Unni, Slavi, Avari, Persiani, Arabi, Bulgari... L'impero, spesso sull'orlo della disfatta, riuscì sempre a trovare la forza necessaria per rialzarsi dopo le sconfitte. Aveva ereditato da Roma antica uno dei più potenti eserciti della storia: attraverso molti cambiamenti organizzativi, strategici e tattici, fu comunque in grado di mettere in campo armate capaci di respingere le continue invasioni. Il libro ripercorre i primi turbinosi secoli di questa storia, dalla disfatta di Adrianopoli del 378, che costrinse Teodosio 1 a riformare l'intero sistema difensivo imperiale, fino alle vittorie sugli Arabi e sui Bulgari, che nel IX secolo restituirono alla Nuova Roma uno spazio di dominio nei Balcani e in tutto il Mediterraneo orientale. Vengono analizzate sia la strategia dell'impero che le tattiche di combattimento, spesso all'avanguardia, delle sue armate, nonché la loro organizzazione, legata ad aspetti cruciali della vita sociale ed economica dello Stato. Al riparo dello scudo bizantino ebbe modo di prosperare e svilupparsi l'Europa latina: che però non riconobbe mai ai fratelli d'oriente il merito di aver difeso con il proprio sangue la pace di tutta la Cristianità.
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V, 419 p. : ill. ; 21 cm 9788858125830 Ottimo (Fine) Libro usato proveniente da collezione privata .La copertina riporta piccole tracce d'uso. Le pagine risultano lievemente imbrunite dal tempo. All'interno in ottime condizioni.
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Anno edizione:2016
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Renzo 19 marzo 2026Bisanzio sul filo del rasoio
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