Ars monastica. Iconografica teofanica e tradizione mistica nel Mediterraneo altomedioevale (V-XI secolo)
Secondo Massimo il Confessore le realtà celesti e quelle materiali sono fatte per rivelarsi a vicenda. L'immagine di Dio dipinta nel catino absidale può condurre, infatti, per visibilia ad invisibilia, celebrando il punto d'incontro tra liturgia celeste e liturgia terrena, ma non solo. L'iconografia teofanica, infatti, costituisce il punto d'incontro di una complessa tradizione mistica incentrata sulla visione dei misteri celesti e sul ruolo apostolico dei monaci, che sulla falsariga dei profeti del Vecchio Testamento giungevano al cospetto del trono divino, costituendo un punto di riferimento imprescindibile per l'intero ordo monasticus. Questo studio vuole investigare proprio il ruolo della tradizione mistica nell'elaborazione e nella diffusione dell'iconografia teofanica, secondo una prospettiva inedita che attraverso la letteratura pseudepigrafa, l'esegesi patristica e l'omiletica ricostruisca la sinopia mistica al di sotto di un'iconografia che insiste sul complesso profilo sincretico della tradizione monastica bizantina.
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Anno edizione:2008
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In commercio dal:1 gennaio 2008
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