Inspiegabilmente, come in "Mia sorella è una foca monaca" Frascella riesce a parlare di buoni sentimenti senza appesantire. Nel romanzo c'è tutto: il coraggio che ignora se stesso, l'innocenza mascherata da sfacciataggine, il senso dei valori più sacri che, miracolosamente, sembra inscritto nel Dna dei protagonisti senza che loro lo sappiano. Leali, divertenti, intrepidi, ciascuno a modo suo ma tutti indistintamente, questi sette piccoli sospetti sono un capolavoro di freschezza; un romanzo ben scritto e ben congegnato, pulito, catturante, indimenticabile, pieno di insegnamenti e messaggi positivi senza quasi volerlo essere. Suspence, tenerezza, concessione al mito del "bello e dannato".....una lettura semplicemente perfetta
Sette piccoli sospetti
Cos'hanno da confabulare sette ragazzini di dodici anni, in un angolo della piazzetta del paese? Semplice, stanno organizzando la rapina del secolo che cambierà per sempre le loro vite. "Di rapinatori della nostra età non s'è mai sentito", osserva Ranacci, il bastian contrario del gruppo. "È la sorpresa che sta dalla nostra, mica altro!", ribatte Billo, il capo. Per il resto, basta mettere il sonnifero nel caffè della guardia ed è fatta. In una primavera di fine anni Ottanta, il brancaleonesco progetto "criminale" del gruppo è però solo un assaggio, il primo lampo della tempesta annunciata da un sussurro che corre sulla bocca di tutti, da un pensiero che trova sbocco in una frase di paura: "È tornato il Messicano!". Nessuno sa perché fosse sparito nel nulla, anni prima, quando era il re della città e ogni traffico più o meno illecito passava per le sue mani. La fantasia dei sette ragazzini e dell'intero paese si accende e trema alla ricomparsa di questa figura leggendaria, l'Uomo Nero della cui esistenza i più giovani già iniziavano a dubitare, quasi fosse un'evanescente presenza partorita dal folclore locale. Sul filo dei desideri e delle paure inconsce dell'infanzia, Christian Frascella torna con un romanzo che diverte e commuove, trasformando in favola la piccola quotidianità e in mitologia le storie da bar di una provincia immaginaria, ancora per poco ingenua, mentre alle porte già bussa un'adolescenza nuova e misteriosa alla quale tutti, i bambini e il paese intero, dovranno cedere qualcosa.
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Anno edizione:2010
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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SIMONA LOZZI 10 maggio 2016
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BARBARA BETTELLI 09 settembre 2010
Chi ha apprezzato il primo libro dell'autore "Mia sorella è una foca monaca" non resterà deluso. I 7 piccoli protagonisti della storia sembrano costruiti per essere abbracciati, la trama è avvincente, la scrittura, a tratti, di un'ironia intelligente e rara. Lo scrittore è capace di rivivere i miti dell'infanzia di chiunque di noi e trasformarli in realtà. Come in ogni bella favola che si rispetti, vincono i buoni.
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