Un uomo che dorme è un libro sull'assenza, sull'indifferenza e sul tentativo di sottrarsi al mondo. Un libro breve, ma capace di lasciare addosso una sensazione difficile da spiegare: quella di essere persi, per un momento, dentro la propria stessa vita.
Un uomo che dorme
Terzo romanzo di Georges Perec, "Un uomo che dorme" è la storia di uno studente che la mattina dell'esame, invece di alzarsi, lascia suonare la sveglia e richiude gli occhi. Segue il racconto della sua vita ordinaria, in cui giorno dopo giorno si educa all'indifferenza per tutto: non voler più niente, vagare, dormire, perdere tempo; tenersi lontano da ogni progetto e da ogni smania; essere senza desideri, senza risentimenti, senza ribellione; leggere "le Monde" dall'inizio alla fine, senza saltare una riga, annunci matrimoniali e necrologi compresi. "Un uomo che dorme" è un romanzo in cui chiunque, leggendolo, riconosce quell'oscuro desiderio di ritirarsi dal mondo senza scomparire del tutto, diventare indifferente a ogni cosa, un fantasma trasparente che, come il protagonista del libro, vaga per Parigi senza aprire bocca, senza desiderare più nulla, tra la folla dei Grands Boulevards, per i caffè, le panchine dei giardinetti, i lungosenna, i musei, i monumenti, sonnambulo turista in casa propria.
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Anno edizione:2009
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Franz 02 ottobre 2026Scomparire dal mondo senza smettere di esistere
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DAP 27 dicembre 2024Riflessione sulla solitudine
George Perec fu un genio assoluto, uno dei più fervidi innovatori stilistico-linguistici, uno scrittore stravagante la cui influenza è tangibile ancora oggi su molti autori/autrici contemporanei/e. Nel corso del tempo ho affrontato diversi sui elaborati rimanendone sempre stupefatto tanto da decidere di diluire tutti gli altri ancora inediti con lo scopo di prolungare il piacere della scoperta e l’illusione di poter continuare a leggerlo ancora per molto tempo. L’uomo che dorme è una riflessione sulla solitudine dell’uomo moderno, una Nouvelle straordinaria ambientata a Parigi in cui il giovane protagonista riluttante vaga per la città, morbosamente assorto in uno stato di atarassia, completamente estraniato da tutto ciò che lo circonda, ovvero un fantasma inerme rispetto al fiume di gente che perennemente scorre tra i Grands Boulevards, invade i caffè, i musei e anima tutte le altre attrazioni di quell’altrove che è la capitale francese. Una raffigurazione cinica e crudele della psiche umana in cui George Perec si diverte con scherno a mutilarla nella vulnerabilità e assoggettarla alle paure esistenziali che la governano. All’ oscurità depressiva e desolante, fa da contraltare un collage nascosto tra le righe di citazioni e omaggi letterari tra cui spiccano Melville, Sartre e Mann.
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Alice 01 marzo 2023
La critica all'esistenzialismo mi è piaciuta parecchio, lo stile meno. Mi aspettavo un certo lirismo, invece l'autore scrive per elenchi.
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