Due libri in uno, o per meglio dire, due racconti. Il primo, "Consumazioni al Tavolo", racconta di una rimpatriata a 40 anni. Un tentativo di tirare le somme e di sentirsi ancora ventenni. Il libro va via veloce e riesce a farti immaginare gli anni 80, lontani anni luce dalle abitudini di oggi, ma in certi temi cosi ancora attuali, la droga, il sesso etero e gay, sono solo alcune delle tematiche affrontate, in entrambi i racconti. Avevo più aspettative sul primo romanzo che invece mi ha un po' deluso. Il secondo, "Sentiamoci qualche volta", è invece scritto sotto forma di dialogo epistolare tra il protagonista e vari interlocutori. Anche qui si scava dentro di se, a quasi quarant'anni, e a combattere con ciò che è stato e non è più, con ciò che sarebbe potuto essere. Racconti di ombre, di avventure, di storie, di desideri, di rimpianti e rimorsi. Due letture comunque scorrevoli e a loro modo piacevoli per trascorrere poche ore immersi tra le pagine di un libro. Un libro che avrebbe potuto dare di più.
Consumazioni al tavolo-Sentiamoci qualche volta
All’apparenza un dialogo innocuo su vantaggi o complicazioni della vita in solitudine, in realtà, pagina dopo pagina, un impietoso scavo nel passato più intimo e privato dei due protagonisti, capace di rivelarne dolori, impotenze e speranze tradite.
In Consumazioni al tavolo, il romanzo di esordio di Gilberto Severini, si torna all’estate di “Tunnel of Love” e “Bette Davis Eyes”. Alberto, Gianni, Paolo e Paola, amici di lunga data, ma ora dispersi in vite lontane, si ritrovano nelle Marche per una vacanza colta, tra mare, teatro sperimentale, colazioni al bar e musica dall’autoradio. Sono stati adolescenti e ragazzi negli stessi anni e negli stessi luoghi, e ora che sono vicino ai quaranta devono affrontare antiche intimità e nuove distanze, recriminazioni e dolori, a fatica sepolti nel nome dell’amicizia e della consuetudine. L’incontro con un estraneo, Roberto, un diciottenne con le astuzie della sua età e con le incertezze di una vita ancora giovane, condurrà a una resa dei conti dagli effetti imprevisti. In Sentiamoci qualche volta, seconda prova narrativa dell’autore marchigiano, A. riceve e scrive lettere ad Andrea, un amico della giovinezza che, superati abbondantemente i trent’anni, si è convinto di aver sprecato la vita per essersi sposato con Laura senza averla mai amata, ma soprattutto per aver represso i propri veri desideri.-
Autore:
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Editore:
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Anno edizione:2019
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In commercio dal:11 aprile 2019
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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LucaCuomo 17 novembre 2021Un libro si e no
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