Tecnologie emotive. Come il tecnocapitalismo sfrutta la nostra soggettività
Le nostre emozioni sono ormai il carburante dell’ingranaggio digitale che modella il mondo. Ogni gesto online produce dati che le piattaforme trasformano in stimoli pensati per intercettare desideri, paure e aspettative. In questo flusso ininterrotto di sollecitazioni prende forma il prosumer, un sé ibrido in cui consumo e produzione si alimentano a vicenda. Con la sua consueta lucidità, Eva Illouz descrive la metamorfosi delle nostre identità nell’era delle piattaforme: soggettività immerse in una «solitudine affollata» fatta di relazioni virtuali e bolle informative che ridefiniscono chi siamo e come guardiamo il mondo. Se oggi la tecnologia non si limita più ad accompagnare l’esperienza umana ma la organizza e la ingloba, questo libro è un invito urgente a coltivare forme di resistenza emotiva contro la tentazione di delegare la nostra vita agli algoritmi. Un percorso per ripensare il legame tra psiche e tecnologia e ritrovare spazi in cui tornare davvero a sentire e a pensare.
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Anno edizione:2026
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