Quattro volte me - Maria Lazar - copertina
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Quattro volte me
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Descrizione

Quattro amiche inseparabili, un tradimento e un terribile segreto. La voce di Maria Lazar - rimasta chiusa per quasi un secolo dentro una scatola, come un demone pericoloso - racconta la perdita dell’innocenza, con una ferocia e una precisione che hanno pochi eguali nella letteratura del Novecento.

«Si possono avvertire echi di Arthur Schnitzler nella precisione analitica, di Franz Kafka nella sensazione di estraneità rispetto a sé stessi, di Robert Musil nella dissoluzione dell'identità borghese. Ma Lazar possiede un timbro suo, più febbrile e corporeo, meno interessato alla costruzione filosofica e più alla vertigine emotiva.» - Cristina Taglietti, La Lettura


Le piccole donne di Maria Lazar sono Grete, Anette, Ulla e l'anonima narratrice che parla in queste pagine. La sua confessione, concitata e rapinosa, suscita in noi un crescente turbamento, perché la sua voce si mimetizza con le altre, a scuola le capita di dimenticare il suo nome, di rispondere all’insegnante con la voce di Grete, di scrivere un tema con la grafia di Ulla, di patire nella carne il dolore delle amiche. Una presenza, che lei chiama «l’Estranea», la spia dagli specchi e dalle finestre, e si fa via via sempre più ardita e invadente. Ma è proprio questa natura frantumata e plurima a fare di lei la cronista di una storia collettiva. La storia di Grete, che sembra sedere «in una nube tiepida e fragrante»; di Ulla, «occhi d’acqua ghiacciata», atletica e sagace; della frivola e svagata Anette, dalle «lunghe gambe a pertica» – e di tante altre. Di tutte le giovani donne travolte dall’ansia e dallo spaesamento che spirano come un vento malevolo nell’aria di Weimar. Donne inassimilabili l’una all’altra, eppure accomunate da un unico destino: sopravvivere alla miseria, alle violenze maschili, alla degradazione – o consegnarsi alla desolante sicurezza del matrimonio. Sepolto in uno scatolone per cento anni, in attesa di essere scoperto, Quattro volte me di Maria Lazar riemerge in un'epoca che pensava di aver detto tutto sulla «situazione delle donne». E forse non era vero.

Dettagli

2026
26 maggio 2026
186 p., Brossura
9788845940941

Valutazioni e recensioni

  • Cristiana

    Bello e anche un po' terribile. Mi ricorda Lispector per intensità e profondità. Ma c'è anche poesia e sapienza, o almeno io ve ne ho trovate. Mi sembra che Lazar sia una grande scrittrice, spero che pubblicheranno altro del poco che ha scritto. Bella e molto significativa la copertina: l'inquietudine per (e di) Munch si nasconde in un paesaggio da idillio.

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