Quo vadis? - Henryk Sienkiewicz - copertina
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Letteratura: Polonia
Quo vadis?
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È un libro cristiano e polacco, di pace e libertà. È il libro di una causa polacca e umana, ancora terribilmente attuale.

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<p>Prima edizione Sellerio. Collana ''La memoria'', 59*/** - Opera di due volumi in brossura editoriale con bandelle, custodia in cartoncino figurato, 761 pagine a numerazione continua; con una nota di Gesualdo Bufalino. Traduzione di Maria Czubek-Grassi ed Eridano Bazzarelli. Solo la custodia presenta lievi usure ai margini e piccole abrasioni superficiali al dorso; i volumi sono invece in condizioni eccellenti, con tutta evidenza mai letti -- Questo libro, che ebbe intensa e lunga popolarità fin dal suo apparire (1894-96: e la prima traduzione italiana - di Federico Verdinois - è del 1899), ma una popolarità «diversa» di quella che avevano avuto i romanzi di Eugenio Sue e che avevano quelli di Blasco Ibañez, si ristampa oggi per una duplice sollecitazione. È un libro cristiano, di un cristianesimo vissuto, di un cristianesimo «testimoniato», di un cristianesimo non facilmente e comodamente professato. Ed è un libro polacco, di una Polonia oggi in condizioni non molto diverse di quelle in cui si trovava al momento in cui Sienkiewicz lo concepiva e scriveva. È un libro - cristiano e polacco - di pace, di libertà. Sienkiewicz (premio Nobel 1905) non è soltanto l'autore del Quo Vadis?, altri suoi libri (qualcuno pubblicato intorno al 1930 nelle edizioni torinesi della «Slavia») meriterebbero di essere conosciuti; ma è il Quo Vadis? che resta anche nella memoria di chi non lo ha letto, per la sovrapposizione di tanti films che ne sono stati tratti o vi si sono ispirati. Films alla Cecil De Mille (e non ultimo, proprio di De Mille, Il segno della Croce). Ma non è un libro alla De Mille. È il libro di una causa - polacca e umana - ancora oggi terribilmente attuale.</p>.

Dettagli

24 novembre 1982
2 voll., 772 p.
9788838902215

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Henryk Sienkiewicz

(Wola Okrzejska 1846 - Vevey, Svizzera, 1916) scrittore polacco. Intraprese, dal 1873, un’intensa attività giornalistica per la «Gazeta Polska», e come corrispondente fu anche in America. Ebbe viva parte nell’azione politica e ideologica del quotidiano «Slowo», orientandola in senso conservatore. Allo scoppio del primo conflitto mondiale, S., cui ormai veniva riconosciuto il ruolo di massimo esponente della nuova letteratura polacca, si trasferì in Svizzera e diede vita, insieme a I. Paderewski, a un comitato per gli aiuti alle vittime della guerra in Polonia.L’avvio della sua carriera di narratore era avvenuto all’insegna di un’ironia ancora sostanzialmente romantica, con le Note umoristiche dalla cartella di Worszylla (1872); ma le successive raccolte di novelle (Il vecchio servitore, 1875;...

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