Quando lessero il manoscritto di Rosso di lago, Elio Vittorini e Lalla Romano pensarono di avere tra le mani un bel romanzo e un giovane scrittore di talento. Scrisse la Romano a Manlio Corabi: «A me il suo romanzo è piaciuto. Spero che abbia fortuna. Lo merita.» Vittorini fu prodigo di elogi e ne paragonò la prosa e l'intensità narrativa a quelle di Francis Scott Fitzgerald. Era il 1958. Poi le circostanze presero una piega inaspettata... e il romanzo rimase in un cassetto. Ne riemerge dopo più di 50 anni, arricchito dal fascino del tempo trascorso. Bello per la sua prosa evocativa e coinvolgente. Affascinante perché con freschezza ci conduce nei giorni tumultuosi e colmi di aspettative della Resistenza. Lo scenario è quello del lago di Como. I personaggi, disarmati nelle loro passioni, sono reali e attuali come solo s'incontrano nelle opere di vera poesia.
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Anno edizione:2010
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In commercio dal:1 gennaio 2010
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