Romanzo straordinario, si legge tutto d'un fiato, ho letto tutti i libri delle vicende di Rocco Schiavone, appassionanti, certo, se avessi letto "Sangue marcio" come primo libro di Manzini non ne avrei acquistati altri., E' troppo in tutto...crudo ed anche volgare, certi episodi poteva lasciarli in sospeso e non raccontarli nei minimi particolari, si sarebbe capito comunque, secondo me.
Sangue marcio
Sangue marcio è un romanzo magnetico che scava nella psicologia dei personaggi, costringendo il lettore a confrontarsi con il lato oscuro dell'essere umano. È l'esordio di Antonio Manzini, pubblicato vent'anni fa che torna finalmente in libreria.
Pietro e Massimo sono due bambini privilegiati. La loro è una famiglia facoltosa e hanno tutto quello che si può desiderare: una villa con piscina, un campo da tennis privato, i primi videogiochi. Un'infanzia felice, sospesa in un sogno borghese. Finché, un giorno d'autunno del 1976, il mondo crolla. La polizia irrompe in casa e il padre viene arrestato. I giornali, pochi giorni dopo, lo ribattezzeranno "il mostro delle Cinque Terre". Quasi trent'anni più tardi, i due fratelli non potrebbero essere più diversi. Pietro è cresciuto in un istituto a Torino ed è diventato un cronista di nera. Massimo, affidato a uno zio, è un commissario di polizia. A unirli di nuovo è una scia di delitti, firmati da un serial killer spietato. Il tempo li ha cambiati. Massimo, un ragazzino impulsivo che metteva tutti in riga con il suo motto «Vatti a nascondere in Tibet» oggi è un uomo svuotato, con troppe ombre e troppi Martini in corpo. Pietro ha un carattere introverso, incapace di lasciarsi accostare dagli altri. Ma il passato non si dimentica. E così, mentre il killer continua a colpire, i due fratelli si riavvicinano, tanto da ritrovarsi ad affrontare una resa dei conti, indietro fino al giorno in cui è crollato il mondo.
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Autore:
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Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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giuseppina 16 febbraio 2026bello e cupo
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Fedi 10 febbraio 2026Buon libro
Buon libro, breve e scorrevole, che si legge con semplicità. Ben scritto, ti tiene incollato alle pagine, a tratti un po' crudo, ma ci sta. Indaga bene la psicologia dei personaggi.
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Andrea 01 febbraio 2026Il "parmigiano" crudo...
Bellissima penna fin dagli esordi. In questa storia vivono, pensano, puzzano e uccidono personaggi ben più crudi e complessi di quelli che poi abbiamo conosciuto ad Aosta. Il libro è duro, senza sconti, senza metafore, senza giustificazioni, marcio fino al midollo. Il giallo si esaurisce, pur senza rovinare il resto della lettura, sin da metà libro. La riflessione sui possibili danni causati dai nostri comportamenti alle anime di chi dovremmo proteggere, resta anche dopo la fine del libro.... Bravo Manzini: un buon libro deve creare almeno un momento di riflessione, quale che sia....
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