"Servo e serva", un titolo che sembra offrire su un piatto d'argento il vero significato: il servo è "colui che conserva, custodisce e sorveglia" la famiglia, presso la quale egli vive e lavora. Che cosa succede in questa famiglia? In questa famiglia, il padre esercita un potere dispotico, la madre è ricca e infelice, i cinque figli (tutti in grado di parlare per età e perché educati a esprimersi in una sintassi impeccabile) patiscono la sottomissione paterna. La servitù, dietro la sua assoluta obbedienza dovuta al padrone di casa e il rispetto delle formalità e dell'etichetta, cela però un'intelligenza critica raffinatissima, adempiendo al proprio ruolo: guarda e non fa finta di non vedere; ascolta e non fa finta di non aver sentito; custodisce i corpi dei bambini e le loro emozioni, perché non finge di non sapere quanto i bambini ne abbiano bisogno; sorveglia, affinché l'accaduto non si finga improvviso, ma previsto. Allora, come smascherare le ipocrisie, i segreti inconfessabili, le dinamiche di potere di questa famiglia? Il capolavoro nasce qui: con il linguaggio, con la parola calibrata e sparata a colpire il bersaglio in duelli verbali. Noi lettori siamo chiamati a un lavoro di ascolto e di decodifica delle conversazioni (duelli), durante le quali, dietro una formale discussione sulla temperatura della stanza o sul consumo del tè, si nascondono accuse di avarizia, gelosie o il desiderio profondo che un parente muoia. Bambini e servi, categorie entrambe esposte a dipendenza economica e sottomissione psicologica, nel capolavoro della Burnett creano un fronte comune di resilienza emotiva, scambiandosi segreti e alleanze attraverso l'uso della parola, arma o forse antidoto capace di neutralizzare il dolore caotico e devastante di questa famiglia.
Servo e serva
Dopo Più donne che uomini e Il capofamiglia, accolti con grandissimo entusiasmo, prosegue la pubblicazione di Ivy Compton-Burnett, autrice fondamentale del Novecento inglese amata dai più grandi scrittori. Il pater familias Horace Lamb, nobile tirannico, sadico e avaro, trascorre le giornate vessando la servitù e i numerosi figli (ma non la consorte: fra i due è lei quella ricca). Insieme a lui e alla moglie Charlotte vive il cugino Mortimer, uomo al contrario molto pacifico, che non si è mai sposato, è nullatenente ed è segretamente innamorato di Charlotte, la quale altrettanto segretamente lo ricambia. Quando la donna parte per un lungo viaggio in America l’equilibrio della casa traballa: il nuovo precettore dei bambini, Gideon, la sua opprimente madre Gertrude e la remissiva sorella Magdalen entrano con prepotenza nelle dinamiche familiari e rimescolano le carte in tavola… E nel consueto gioco di sotterfugi, cattiverie e dialoghi avvelenati che come sempre domina le pagine di Compton-Burnett, la servitù si riserva questa volta un ruolo di rilievo, conquistando a poco a poco la scena e assurgendo al ruolo di irriverente protagonista. Patrimoni e matrimoni, tradimenti e crudeltà quotidiane: Ivy Compton-Burnett al suo meglio, in un romanzo che, insieme a Il capofamiglia, lei stessa considerava il suo preferito. «Ivy Compton-Burnett è l’amore della mia vita. Se non riesco a scrivere, bastano un paio d’ore con Ivy e mi rimetto in pista… non c’è nessuna come lei». Hilary Mantel «Trascorsi molte notti felici leggendo i romanzi di Ivy Compton-Burnett. Era impossibile non accorgersi che aveva qualcosa di unico». Rebecca West «Cercai tutti i suoi romanzi… a un tratto capii che li amavo in modo furioso; che ne avevo gioia e consolazione; vi regnava una chiarezza allucinante, nuda e inesorabile». Natalia Ginzburg «Ivy Compton-Burnett, una Jane Austen novecentesca, impietosa e senza illusioni». Paolo Bertinetti, «TTL – La Stampa» «Sotto gli incessanti e meravigliosi dialoghi, si celano drammi familiari che riecheggiano Sofocle ed Euripide». Giovanni Pacchiano, «Robinson – la Repubblica»
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Lingua:Italiano
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Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Michela Buatti 27 luglio 2026Servo e serva
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Paola Venezia 18 gennaio 2022Molto noioso
Più che un romanzo, sembra una piece teatrale, con dialoghi infiniti e davvero noiosi. Manca del tutto una trama che possa rendere questo libro più facile da leggere. Ho fatto fatica a finirlo…
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Cindy 12 gennaio 2022un po' delusa
Non mi ha presa del tutto. La scrittura è piacevole, mi è piaciuto lo stile ironico, ma dopo un po' la trama mi ha annoiata. Non sono riuscita a finirlo.
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