Signori, si ride!
"Carissimi lettori, ridere... o non ridere. È il problema? Credo proprio di no! Infatti, dopo avere pensato e ripensato al mio dubbio poco amletico, ho deciso di scrivere dei racconti in cui udite udite... si ride! In verità pensavo da tempo a questo colpo di mano; chi mi conosce da vicino, infatti, sa che non sono un pessimista "normale", uno che si accontenta di non ridere facilmente e di non far ridere, tranne in qualche puntatina ironica che non può essere considerata comunque squisitamente comica; sono un pessimista speciale, cosmico, peggio di Leopardi nel senso che il grande poeta lungo tutto il suo cammino si è sempre più intristito fino a toccare il fondo, a mia differenza che ho bruciato le tappe. Ma ora, vengo finalmente a proporre un libro venato di comicità inserendo anche due commedie ad atto unico che potrebbero essere rappresentate a teatro, grazie a un concorso letterario che mi ha stimolato in questa direzione e che ha come tema proprio la comicità in tutti i suoi aspetti. Non so se riuscirò a esaudire le aspettative di chi mi ha confidato anche in altre occasioni, che da tempo attendeva questa mia svolta. Nell'ultimo libro edito si parlava del... pianto in tutte le sue varietà. E qualcuno, me compreso, ha pianto. Ora invece si ride. Non è facile passare da un estremo all'altro e, perciò non riesco a immaginare il risultato di quest'opera che mi ha fatto provare una grande gioia nonché curiosità, come accade quando si sperimenta qualcosa di non previsto, ad esempio scrivere un bel "giallo" che ho avuto spesso nei miei pensieri, senza mai cimentarmi in quella sorta di sfida. In questo libro, dunque, oltre ai racconti "più leggeri", ho inserito due commedie in un atto unico che indubbiamente hanno presentato qualche difficoltà, considerata la preparazione teatrale che non avevo; infatti solo in un'altra occasione, mi ero avventurato per questa strada proponendo una commedia in due atti nel mio vernacolo, riportando tuttavia un discreto successo dopo averla proposta ai miei concittadini. Ma, qualche giorno fa un amico che come me si diletta a scrivere, mi ha sorpreso raccontandomi che in un sogno i suoi lettori erano aumentati di colpo, ma poi è arrivata la doccia fredda, letterale, perché appena alzato, la realtà è emersa in tutta la sua concretezza: era il solito sogno finito all'alba! Io, a sua differenza, più modestamente, mi accontento di sognare di vincere al superenalotto o di insegnare in un liceo, o di essere Giuseppe Verdi. Che c'è di male? Il mio amico a questa osservazione ha risposto con un sorriso sardonico e mi ha augurato di sognare, solo di sognare (quel cattivone) che anche i miei lettori aumentassero, magari fino a qualche centinaio! In effetti, stanotte, in quella prospettiva, qualcosa - ho sognato, ma - orrore! i miei lettori erano inspiegabilmente diminuiti. Dal momento che sto cercando di scalfire almeno il pessimismo cosmico, comincio ad augurarmi che il sorriso di cui è permeato questo nuovo libro, faccia divertire i pochi che ancora si fidano di me, leggendo i fatti narrati che sono in parte veri, anche se non mancano quelli completamente inventati. Comunque, chi si aspetta di "arrivare a piangere a causa delle risate" (chiedo scusa per il gioco di parole!) cioè a ridere in modo sguaiato o a crepapelle, potrebbe rimanere deluso: "Est modus in rebus" diceva un vecchio conoscente, invitando alla moderazione, come aveva già affermato in un'altra occasione: "Quid vetat verum dicere ridentem? (è bello dire la verità mentre si sta scherzando…). Insomma l'importante è ridere, a patto e condizione che non si imiti un certo Egnatius, ossia il protagonista di un racconto di questa raccolta che secondo me ha veramente esagerato. Leggete e vedrete che forse ho ragione!"
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Anno edizione:2026
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In commercio dal:30 gennaio 2026
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