Snob. Selezione sentimentale - Francesca Gorza - copertina
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Snob. Selezione sentimentale
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Descrizione


“Snob. Selezione sentimentale”, attraversa corpo e percezione senza cercare consolazione. I testi nascono dal quotidiano, ma lo deformano: lo spingono verso immagini, attriti, scarti. Dalle fratture del corpo emerge qualcosa che il linguaggio comune non può esprimere: tra presenza e distanza, identità e relazione, la scrittura tenta di nominare ciò che resta in bilico. Non pacifica il conflitto: lo espone, lo attraversa, lo lascia aperto.

Dettagli

95 p., Brossura
9791256511778

Valutazioni e recensioni

  • Elisa
    Una meravigliosa silloge che graffia e consola

    "SNOB" di Francesca Gorza è una silloge potente e graffiante, che dà voce a tutti i pezzi di una donna che (r)esiste nel mondo. La raccolta è divisa in quattro parti (Fuori Schema, Distanza Minima, Faglia Portante, Restando) i cui componimenti, come scrive l'autrice nell'introduzione, non cercano equilibri e non tracciano traiettorie ma tengono insieme "ciò che non si lascia sistemare", seguendo i cambiamenti con variazioni di stile. Le poesie sono musicali, veri e propri canti interiori, caratterizzati dall'uso sapiente di rime alternate e baciate, soprattutto negli explicit: "Questo niente è dappertutto. Questo ovunque mi ha distrutto." "questo tempo mi spezza e io perdo concretezza." Queste figure di suono richiamano il continuo ritorno di qualcosa che grava, logora e persiste come un ronzio, un lamento che non abbandona mai, e che prova a muovere i fili di un'anima che sente troppo forte, che sente tutto, tutto insieme. Un'immensa empatia che dà una stanchezza insostenibile. "non capisco, ma sento ovunque e continuo un lamento tremendo. Come fosse un acufene che mi accascia e mi sostiene. Come fossi un burattino senza fili e fuggitivo." Sono poi presenti numerose anafore ed epifore di grande forza: "Sei niente per me. E io penso a niente. Mangio niente. Dico niente. Sogno niente. Amo niente, come te." Con l'efficace ossimoro "nelle urla di quiete", l'autrice sottolinea la presenza costante di un grido interiore, di una quiete con dentro un'interminabile tempesta, di uno "Sturm und Drang" e uno "Spleen" intrinseci incessanti. "So che non c’è sentire: trovo ossi di seppia." L'autrice cita la celebre raccolta di Montale per sottolineare l'aridità esistenziale e il senso di distacco dell'essere umano rispetto alla realtà che caratterizza questi tempi. In un mondo dove sono forti l'alienazione e la sensazione di non essere mai "a tempo", mai adeguati, mai abbastanza performanti, l'ansia sociale imperversa. È una continua apnea con tachicardia, per un attimo sedata da benzodiazepine. La necessità di un rifugio, di pace, di mani che siano nido, la ricerca di "affinità elettive" sono costanti che fortemente emergono in queste sensibilissime poesie. "Voglio. Due mani per culla, acqua da un’ampolla. Sdraiarmi sul mondo, e sentirmi Assolta." E con un altro ossimoro ("Oggi fa male./ Domani, consola.") l'autrice parla di resilienza, di un'estenuante e dolorosa rinascita per riuscire a sopravvivere, a (r)esistere. "Io che annego nella resistenza che non posso più rinforzare; perché resistere è innaturale." La parola "graffio" si ripete sette volte nella raccolta e parla della necessità di qualcosa che vada oltre la pelle/ la corazza/ le barriere, che faccia sentire davvero, anche se solo dolore, che resti anche se come cicatrice (belafres). L'autrice è una madre molto dura con sé stessa, che ama sconfinatamente la figlia e vorrebbe essere per lei una presenza su cui poter contare sempre. "Non ho meriti qui in vita se non essere riuscita, non so come, veramente, ad essere io la sua sorgente." "So che a volte hai un po’ paura, ma non sono una minaccia. È con me che sono dura, mentre sono la tua roccia." L'autrice sa che in futuro ci saranno inevitabili scontri, perché la "ribellione" fa parte dell'affermazione e della crescita. "Strillerai parole dure, ascolterò frasi amare. Odierò, sai, quegli istanti: ce ne saranno di tremendi. Non potrò essere perfetta, saprò solo abbandonare la mia anima negletta in balìa del tuo sentire." Consiglio a tutti questa meravigliosa raccolta che parla di cicatrici, strappi, ansie e infinito amore con grande lucidità ed empatia e con una musicalità che graffia e consola.

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