Un soldato di Dio. Bruno Spitzl: con il 59° Reggimento Rainer nella Grande Guerra
Il 28 giugno 1914, due colpi di pistola a Sarajevo cambiano per sempre il destino dell’Europa. La notizia raggiunge Abtenau, un tranquillo paese del Salisburghese, soltanto il giorno dopo: a leggerla ai fedeli riuniti per la Messa è un giovane monaco benedettino, Padre Bruno Spitzl. La sua vita, come quella di milioni di altri europei, non sarà più la stessa. Esentato dalla mobilitazione in quanto religioso, Spitzl chiede e ottiene di essere arruolato come cappellano militare. Per quattro anni seguirà il 59° Reggimento Rainer di Salisburgo attraverso alcuni degli scenari più devastanti della Grande Guerra: dal fronte russo ai Carpazi, dalla Strafexpedition al Monte Cimone, da Caporetto al Monte Grappa. Il suo diario — per la prima volta tradotto integralmente in italiano — restituisce oggi una testimonianza straordinaria: quella di un uomo di fede gettato nell’inferno delle trincee, che sceglie di stare sempre in prima linea accanto ai suoi soldati, «un po’ parrocchiani, un po’ figli, un po’ fratelli». Padre Spitzl non nasconde nulla. Racconta le battaglie più cruente con lucidità e senza retorica, ma sa anche cogliere i momenti di allegria, devozione e umanità che sopravvivono persino nel fragore delle armi. Sul Monte Cimone compie un gesto di straordinario coraggio: riesce a far recapitare al governo italiano una richiesta di tregua urgente per soccorrere i soldati sepolti dall’esplosione di una mina, sfiorando un incidente diplomatico con il Vaticano. Ciò che colpisce, rileggendo queste pagine, è la modernità dello sguardo. Spitzl non lascia mai trasparire odio verso il nemico, di cui anzi mette spesso in risalto il coraggio. Il diario si chiude con l’amara dissoluzione dell’Impero Asburgico e il ritorno in una patria irriconoscibile. Ma la storia di Spitzl non finisce con l’armistizio. Negli anni Trenta, con l’Anschluss e l’ascesa del nazismo, il vecchio cappellano torna a essere protagonista: la sua esperienza pastorale forgiata sui campi di battaglia diventa uno strumento di resistenza silenziosa. Un filo sottile — ma determinante — lo lega alle pagine meno conosciute del processo di Norimberga, dove il mistero della redenzione nasconde il senso più profondo della sua ultima e disperata missione.
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Anno edizione:2026
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