Un uomo di mezza età ritorna a Stoccolma, sua città natale, dopo anni di lontananza. L’iniziale piacere che deriva dall’aver ritrovato luoghi e persone cari si trasforma ben presto in disagio. Non sente più l’appartenenza, anzi, tutto gli sembra così estraneo, il tempo ha creato un divario incolmabile e piano piano si allontana dagli amici ritrovati. Inizia così un diario che copre le quattro stagioni, un percorso intimo alla ricerca della solitudine. Che non ha un’accezione negativa, anzi, solo, torna ad essere creativo, ritrova libertà e pace interiore. Grazie alla solitudine riesce a guardare il mondo e la gente con occhi diversi, con distacco: conoscere l’intimità del proprio “io” permette di meglio comprendere gli altri. E il mondo diventa un palcoscenico sul quale si recita quella commedia umana già celebrata da Balzac. Un libro di poche pagine ma che racchiude tante riflessioni, attuali ancora oggi, considerando che è stato scritto nel 1903. Una è questa: “Nulla possedere, nulla desiderare significa rendersi inattaccabili ai colpi più duri della sorte. Ma nello stesso tempo, avere del denaro e, di conseguenza, sentire di avere la possibilità di disporne solo a volerlo, ecco quella felicità che significa indipendenza e una peculiarità dell’essere liberi” Che dite, non è un pochino contraddittoria?
Solo
Un vedovo cinquantenne ritorna nella sua città natale, Stoccolma, dopo anni trascorsi in provincia. E qui, stanco dell'incomprensione e dell'ipocrisia che caratterizzano i rapporti interpersonali, trova rifugio nella solitudine, che abbraccia come fosse una vecchia amica. Le stagioni si susseguono, un pianoforte suona in lontananza, i libri gli fanno compagnia, le passeggiate serali lo confortano avvolgendolo nell'oscurità e, mentre il bisogno di parlare a poco a poco si attenua, l'osservazione della gente che incrocia per strada gli ispira storie e impressioni, i quadri familiari che scorge attraverso le finestre sembrano aprirgli nuove prospettive. Intimo, perturbante, Solo è una meditazione sul ritiro dal mondo: una condizione che è sì un destino maledetto, ma al contempo genera poesia e ispirazione e, come tale, viene rivendicata quale segno distintivo dell'artista. Scritto nel 1903, Solo è un testo che torna straordinariamente attuale in un'epoca come la nostra, votata alla solitudine e all'isolamento.
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Anno edizione:2021
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Stefania 20 luglio 2026Diario intimo. Quando la solitudine è consapevolezza
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