Recensioni #Somethingdifferent
Sapere di basket e saper scrivere di basket non sempre coincidono. Anzi, come in ogni nobile disciplina, chi possiede la conoscenza spesso ne è geloso e ne centellina la divulgazione, non per egoismo, ma solo per custodirne i segreti e poterli regalare a chi se lo merita. Gli altri, che non la posseggono, scrivono e raccontano, tutto qui. Quando però conoscenza e capacità narrativa vanno a braccetto, il risultato è unico, esplosivo. Nel libro di Marco Crespi bastano le prime righe a far comprendere al lettore che il connubio magico, nelle sue pagine, non solo è presente ma dura dal primo all’ultimo tratto di inchiostro. Il lettore viene trasportato, fatto cavalcare sull’onda di una stagione sportiva diversa, travolgente. Per dirlo con un hashtag, semplicemente #somethingdifferent. Ma non è solo questo. Appena varcata la soglia della prima pagina, si viene da subito catapultati nelle dinamiche interiori di una persona visceralmente ammalata d’amore per il Gioco (non chiedete di che gioco si tratti, quella G maiuscola sta lì a ricordare che stiamo parlando di basket), che spende tutto se stesso per migliorare e crescere nella professione che ama. Il coach non si limita a descrivere, va oltre. Ci porta fin dentro al cuore degli avvenimenti che hanno reso l’annata sportiva bioancoverde 2013-2014 qualcosa di stupefacente. Con un ritmo rapido e sincopato, veloce solo come una bella partita di pallacanestro sa essere, vengono ripercorsi i momenti, luminosi ma anche bui, che vanno dal termine della stagione precedente, con l’ottavo scudetto mensanino e l’addio di Luca Banchi, fino all’ultimo secondo di gara 7 dell’anno successivo giocata a Milano. Nel mezzo c'è di tutto. Un ciclone. )
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