Una splendida rovina
«Eccoci lí, coi bicchieri di plastica colmi di champagne scadente: due cittadini smilzi, sbigottiti ed entusiasti, appena innamorati, divenuti proprietari di una casa senza finestre, col tetto rabberciato e i soffitti crollati, una splendida rovina di milleduecento metri quadri al limitare di S., centonovanta abitanti. Ora centonovantadue».
Dopo il grande successo internazionale de Le perfezioni, Vincenzo Latronico torna a raccontare gli slanci e gli autoinganni di chi, già adulto, è ancora in cerca del proprio posto nel mondo.
«Latronico è tagliente e implacabile: cogliendo il ridicolo delle abitudini mentali e delle convenzioni sociali del nostro tempo, mette in scena qualcosa di universale sulle ansie di ogni generazione». «The Washington Post»
Due trentenni si incontrano, si innamorano, e in quello slancio decidono di inseguire un sogno: cambiare vita, lasciare la città per trasferirsi in un villaggio di campagna. La loro ricerca li porta in Francia, poi sulle coste del mar Baltico, dove ristruttureranno una splendida casa in rovina e insieme le loro vite. O almeno ci proveranno, gettando il cuore oltre l’ostacolo con l’ottimismo e l’energia di un amore appena nato. Ma questa storia ha un’altra versione: due trentenni si sentono alla deriva, in città troppo care, facendo lavori per cui non provano piú la passione di un tempo. Sono in cerca di una via d’uscita e la trovano l’uno nell’altra, e in una fantasia campestre nata dalle ore passate sui social e sui siti di annunci immobiliari, a vagheggiare casolari in pietra e campi di grano. Piú che un sogno, inseguono una follia a due; e ciò che li aspetta – mezze truffe, ripensamenti improvvisi e imprevisti prevedibilissimi – è anche una parabola graffiante sul fatto che chi getta il cuore oltre l’ostacolo deve essere certo di avere buona mira. Una splendida rovina racconta entrambe queste storie, ma anche la nostra impossibilità di distinguere fra le due. Stiamo inseguendo davvero un sogno o si tratta di una chimera? Stiamo correndo verso qualcosa o ne stiamo scappando? Con una scrittura vibratile ed esatta, magnetica, Vincenzo Latronico scandaglia le speranze, le disillusioni e la voglia di fuga che da sempre accompagnano l’ingresso nell’età adulta. Col passare del tempo, quell’idea di futuro diventerà sempre piú una chimera. La domanda è se lo fosse dall’inizio, e se provarci valesse comunque la pena.
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Anno edizione:2026
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