Storia senza padroni
Un saggio per ripensare le narrazioni della nostra epoca e ricordare che la Storia non è in crisi, né lo è la sua utilità. Lo sono, piuttosto, i modelli con cui viene spesso interpretata e divulgata.
Censure, patenti morali, polarizzazioni estreme. Il dibattito pubblico contemporaneo sembra bloccato in una guerra culturale senza via d'uscita. La radice del problema, però, è profonda. Una memoria storica selettiva ha escluso il resto del mondo dal racconto, riducendo l'universalismo e la storiografia a un'esclusiva occidentale. «Crisi della Storia», «slogan schiacciati sul presente», «unicità dell'universalismo occidentale»: formule abusate che celano piú di quanto rivelino. Dietro ognuna di esse svaniscono il senso del nostro tempo e i giganti del pensiero universalista: Lourenço da Silva Mendonça, Zera Ya'icob, Zumbi dos Palmares. Insieme a centinaia di altre figure storiche, istituzioni e conquiste umane rimaste a lungo nell'ombra. Storia senza padroni fa luce su questo rimosso, muovendo da una precisa premessa: semplificare il passato significa normalizzare vecchie asimmetrie di potere. E rinunciare a capire chi siamo.
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Anno edizione:2026
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