Il teatro di Sabbath - Philip Roth - copertina
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National Book Award - Narrativa - 1995
Il teatro di Sabbath
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Descrizione


Vincitore del National Book Award 1995

"Lui era il dimenticato burattinaio Mickey Sabbath, un uomo piccolo e tarchiato con la barba bianca e irritanti occhi verdi e dita tormentate dall'artrite deformante": questa la presentazione che Philip Roth fa di un eroe che di eroico ha ben poco. Un uomo brutto e anziano che ha perso le sue buone occasioni per sfondare nella vita: potrebbe essere un fallito, insomma. Ma Sabbath non lo è affatto: a sessantaquattro anni, coltiva da più di un decennio un legame "di stupefacente impudicizia e altrettanto stupefacente riservatezza" con una donna slava che tradisce regolarmente; ha fondato il Teatro degli Innocenti, attirandosi critiche e antipatie e ha speso ogni sua energia nel tentativo di costruirsi una vita libera. O almeno così crede.

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Informazioni:

<p>''Un tempo burattinaio scandalosamente creativo, a sessantaquattro anni Mickey Sabbath conserva il suo sprezzante antagonismo e la sua sfrenata libidine. Ma dopo la morte della sua amante di vecchia data - uno spirito libero in fatto di erotismo, la cui audacia nell'adulterio supera perfino quella dello stesso Sabbath -, s'imbarca in un viaggio turbolento nel proprio passato. Nudo e dolente, perseguitato dai fantasmi di coloro che più l'hanno amato  e odiato, ordirà una sequela di disastri farseschi che lo condurranno sull'orlo della follia e dell'estinzione.'' Traduzione di Stefania Bertola.</p> Brossura p.468 p. 9788806225360 Molto buono (Very Good) .

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Il teatro di Sabbath

Dettagli

Tascabile
467 p., Brossura
Sabbath's Theater
9788806225360

Valutazioni e recensioni

  • Clacar
    Un libro singolare e geniale

    Mi mancava, tra le opere di Roth, questo libro. E come gli altri ti afferra e ti porta su e giù, nella vita, nei recessi dell'animo umano, nelle apparenti bassezze e grandezze delle azioni del protagonista. Sabbath scende fino al fondo della sua esistenza facendosi trasportare, strano ma vero, dall'amore e dalla sincerità, in un contesto, la società puritana americana, che niente perdona e nessuno assolve se si esce dai canoni prestabiliti. Ma Sabbath, pur perdendo tutto, riesce in quello che a pochi riesce, dire la verità, disvelare le ipocrisie, essere se stesso fino in fondo. L'analisi dei personaggi è stupefacente. Un'altra grande opera del grande Roth.

  • Deservoarbitrio
    Un capolavoro

    Il Teatro di Sabbath ha dissolto tutte le diffidenze che avevo per questo autore. Questo libro è un vero capolavoro, scritto magistralmente.

  • LuisaF
    il teatro di Sabbath

    Mentre leggo Philip Roth ho sempre davanti agli occhi la foto (famosa) di lui seduto sulla sua poltrona preferita... uno sguardo che nasconde un mondo. Leggo le pagine di questo libro, anche forti e abbastanza estreme e provocatorie, e penso alla grandezza di quest’uomo e a tutto quello che nella vita gli si è agitato dentro, di cui mi sembra non si sia mai liberato, e che ricorre in tutti i suoi libri (almeno in quelli che ho letto io). Il teatro di Sabbath è un libro importante, con pagine a tratti pesanti da reggere, ma di una umanità profondissima. Vite difficili, esperienze altrettanto dure, ricerca di oblio, dolore, tanto dolore...C’è lo stigma (anche in questo libro c’è “la macchia”) che ti segna e ti fa mettere la maschera... Secondo me le pagine più alte e più belle, quelle che mi resteranno dentro, sono le ultime 50-100, in cui veramente svela il personaggio, apre ai sentimenti, si lascia andare, ti fa capire... Da leggere assolutamente, come tutto ciò che questo autore immenso ha scritto.

Conosci l'autore

Foto di Philip Roth

Philip Roth

1933, Newark, New Jersey

Philip Roth (Newark 1933 - Manhattan 2018) è stato uno scrittore statunitense. Figlio di ebrei piccolo-borghesi rigorosamente osservanti, ha fatto oggetto della sua narrativa la condizione ebraica, proiettata nel contesto urbano dell’America dell’opulenza. I suoi personaggi appaiono vanamente tesi a liberarsi delle memorie etniche e familiari per immergersi nell’oblio dell’attualità americana: di qui la violenta carica comica, ironica o grottesca, che investe anche le loro angosce. Dopo un primo, felice romanzo breve, Addio, Columbus (1959), e i meno incisivi Lasciarsi andare (1962) e Quando Lucy era buona (1967), Roth ha ottenuto la celebrità con Lamento di Portnoy (1969).Dopo Il grande romanzo americano (1973, riedito in Italia da Einaudi nel...

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