Gli ultimi nati in casa. Riti, credenze e saperi millenari
Chi oggi ha più di quarant'anni, con buone probabilità è nato a casa sua, nel letto dei genitori, assistito da un'ostetrica professionista e da una vecchia mammana. La sua placenta è stata amorevolmente seppellita vicino ad una fonte, nella convinzione che questo gli avrebbe assicurato il latte necessario per la crescita. Al suo collo è stato appeso un sacchetto di stoffa rossa con dentro, in alcuni casi, peli di tasso, al fine di preservarlo da streghe e dal malocchio. Tali riti, convincimenti e pratiche fra i più diffusi del partorire in casa, accumulati nei secoli dalla cultura popolare e perfino da quella medica, sono stati cancellati quasi di colpo da una radicale riforma sanitaria, che a metà degli anni '70, in nome del progresso, convinse tutte le donne a partorire in ospedale. Testimone autorevole di questo venire al mondo antichissimo e, spesso in condizioni estreme, è l'ostetrica condotta Dina Mucciarelli (1923 - 2009) che iniziò la sua carriera a Melito Porto Salvo (RC) nel 1948, per continuarla cinque anni dopo nelle aree più emarginate del Comune di Magione (Pg).
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Anno edizione:2014
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