Vicolo cieco
Il romanzo di Milićević raffigura la soggettività del giovane protagonista, Gavre Daković, tipo di propensione intellettuale che vive a Zagabria, ma che, mosso da un’inquietudine interiore, fa ritorno al suo paese natio, lungo le sponde del fiume Una, alla ricerca di un senso per la sua vita. Tale ritorno alle origini accresce lo spaesamento e il vuoto che segnano la sua condizione esistenziale. I ricordi dolorosi del passato sembrano alleviati in parte da ciò che suscitano in lui due ragazze, ma lo sconforto, uno spirito autodistruttivo e un “essere” negativo che alberga dentro di lui lo inducono a fare scelte radicali. Quella che si offre al pubblico italiano è la prima traduzione di Bespuće (Vicolo cieco) in una qualsiasi lingua del mondo. Realizzando l’opera l’autore, allora giovanissimo, si è cimentato con la forma del romanzo breve del primo modernismo, sostenendo una prova linguistica, stilistica, letteraria non semplice che ha fatto da apripista a quella che sarebbe divenuta una forma caratteristica dell’alto modernismo serbo.
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Anno edizione:2024
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