Da leggere
I volti
Dopo la Trilogia di Copenaghen continua la riscoperta di Tove Ditlevsen: I volti è un romanzo sconvolgente che racconta la storia di una donna sull’orlo del baratro, ritratta con tutta la vividezza dell’esperienza vissuta. Con una scrittura ammaliante, Ditlevsen mette a punto un’acuta esplorazione del matrimonio e del divorzio, dell’amore e della follia, della paura e del male.
«Il fatto che Ditlevsen abbia conosciuto intimamente la follia contribuisce a spiegare la straziante autenticità di questo libro. Lavorando dall’interno, Ditlevsen è in grado di esplorare i sorprendenti contorni dell’esperienza di Lise: dal suo punto di vista, la follia può essere divertente, morbida, sicura e molto più illuminante della “realtà” che si sforza di eludere». - The New York Times
«È il momento giusto per riscoprire questo romanzo, perché oggi siamo pronti a parlare di salute mentale, ma anche perché abbiamo sete della scrittura di Tove Ditlevsen. Nonostante l’orrore che descrive, la scrittura di Ditlevsen è profondamente umana e partecipe». - The Guardian
«Con quest’opera l’autrice raggiunge il livello di La campana di vetro di Sylvia Plath e Lolita di Nabokov. È giunto il momento di citare Ditlevsen insieme a questi pesi massimi della letteratura». - Die Literarische Welt
«Una donna tradita dal marito tradisce sé stessa e le proprie ambizioni e lo fa pagando un prezzo altissimo. Il libro che la danese Tove Ditlevsen pubblicò nel '68 ne prefigura il destino.» - Romana Petri, La Lettura
Nella Copenaghen di fine anni Sessanta, Lise Mundus è scrittrice di libri per ragazzi e madre di famiglia: due ruoli che fatica a conciliare. Ha avuto tre figli da mariti diversi, l’ultimo dei quali è Gert. Il loro non è un matrimonio felice: l’uomo vive il successo della moglie come un affronto personale, da tempo ha smesso di toccarla e non fa mistero di portare avanti ben due relazioni extraconiugali, con la collega Grete e con la donna di servizio Gitte. La crisi di coppia e le continue tensioni con i figli ricadono inevitabilmente sul lavoro di Lise, che non riesce più a scrivere. La donna perde il controllo, si sente odiata da tutte le persone con cui vive, sviluppa una mania di persecuzione e si mette in testa che Gert e Gitte stiano complottando ai suoi danni. La notte è il momento peggiore: i pensieri corrono veloci, sempre più difficili da tenere a bada, e la visione di volti deformati comincia a tormentarla. Sono volti che stanno per cadere, come maschere, pronti a rivelare tutta la finzione che nascondono. Il crollo psichico è rapido. Mentre sprofonda in un mondo fatto di pillole e ospedali, Lise comincia a chiedersi se la follia sia davvero qualcosa da temere o porti con sé una sorta di libertà.
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Sofia 16 agosto 2026Bellissimo
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Francesca 05 giugno 2026davvero forte
Una storia breve ma molto intensa, quasi pesante nonostante la sua durata ridotta. È un crollo progressivo, una discesa lucida e disturbante nella follia, raccontata con uno stile essenziale ma molto diretto. E’ interessante come costruzione e forte nell’atmosfera, anche se rimane un libro opprimente e non facile da “abitare” mentre lo si legge. Nel complesso una lettura incisiva, ma non del tutto facile da amare.
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