Zofloya o il Moro
Venezia, fine del XV secolo. Victoria de Loredani non è la tipica eroina perseguitata del romanzo gotico: è una forza della natura, volitiva e preda di passioni indomabili. In un mondo che vorrebbe le donne sottomesse e silenziose, Victoria sceglie di assecondare i propri istinti più oscuri, scivolando in un vortice di manipolazione, veleni e crimini efferati per ottenere ciò che desidera. Al suo fianco, come un'ombra inquietante e magnetica, appare Zofloya: un misterioso moro dai poteri occulti, guida enigmatica in una discesa senza freni verso la perdizione dell'anima. Pubblicato originariamente nel 1806, Zofloya di Charlotte Dacre è un’opera rivoluzionaria che scosse le fondamenta della moralità ottocentesca. Attraverso la figura di una protagonista feroce e padrona del proprio destino, Dacre infrange il mito della "fanciulla in pericolo" e della passività femminile. Victoria de Loredani rivendica il diritto – seppur attraverso il male – all'azione e all'autodeterminazione, rendendo questo romanzo una tappa provocatoria e fondamentale nel lungo percorso di emancipazione della donna nella letteratura mondiale. Un classico del terrore che, tra atmosfere cupe e patti infernali, non smette di bruciare di una modernità scandalosa. Postfazione di Alice Cervia.
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