3096 giorni - Natascha Kampusch - copertina
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3096 giorni
Disponibile in 5 gg lavorativi
34,00 €
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Descrizione


Natascha Kampush ha dieci anni quando viene rapita. Troverà la libertà dopo 3096 giorni, oltre otto anni dopo, riuscendo a fuggire dall'appartamento in cui veniva segregata. Il rapitore, disperato per l'abbandono, si suicida. Il loro non era, infatti, un "semplice" rapporto di violenza e sottomissione. Tutta la lunga prigionia alterna momenti di violenza a momenti di tenerezza. Il rapitore vede crescere Natasha, la vede trasformarsi da bambina a ragazza. Le concede a un certo punto di uscire dalla cantina in cui era rinchiusa, per salire nell'appartamento di lui e farsi un bagno, talvolta invitandola nel suo letto per avere affetto e tenerezza, ma poi la picchia e la umilia, arrivando a negarle il cibo. L'atteggiamento dell'uomo (che per altri versi le concede di disegnare, di usare il computer) è simile a quello del mitico Pigmalione, disgustato dalle donne reali e deciso a costruirsene una perfetta con le proprie mani. Il loro lungo rapporto va avanti così per più di otto anni: Natasha riesce evidentemente ad avere un ascendente su di lui, in un rapporto di dipendenza reciproca che gli psichiatri conoscono. Fino a che Natasha, dopo molte riflessioni, decide di "abbandonarlo" e di fuggire, trovando finalmente la libertà e, lentamente, una sua nuova vita. Quasi normale.

Informazioni dal venditore

Venditore:

Sbinario nove e 3/4
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Informazioni:

usato raro i5/fo3

Dettagli

2011
295 p., Brossura
9788845267185

Valutazioni e recensioni

  • Mattia
    Agghiacciante

    Libro veramente agghiacciante a tratti sembra surreale mentre il tutto è successo veramente. Lo consiglio solo a coloro che hanno uno stomaco forte

  • caterina boletti

    Sconvolgente la trama di questo sequestro. Nella sua pacatezza la protagonista/autrice/vittima incarna in ognuno di noi una sorta di veleno quotidiano, al quale ci si abitua pagina per pagina. A tal punto mi sono immersa nella lettura da faticare, alla fine, a prendere confidenza con la salvezza. Comprendo, dolorosamente, le scelte dell'autrice. Prigione e libertà paiono essere clamorosamente identiche.

  • Ho letto questo libro svariate volte, in pochi anni, ma riesce sempre a colpirmi e a rendermi partecipe. Il racconto è in prima persona, scritto da Natascha stessa, che riesce a raccontarsi e a far capire le proprie paure e le proprie sofferenze, passate negli 8 anni in cui fu segregata dal suo aguzzino. Sembra quasi impossibile possa essere una storia vera, a causa della brutalità e della tanta sofferenza su cui si basa. Molto molto consigliato.

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