«A lei baccio la mano e La ringrazio moltissimamente». Lettere del pittore Vsevolode Nicoùline a Dorothea Mosterts Erizzo e famiglia (1926 - 1968)
Uno dei più prolifici illustratori italiani del Novecento, Vsevolode Nicoùline, nato in Ucraina e vissuto prima a Genova e poi a Milano, trova in una famiglia genovese dell’alta borghesia, sostegno economico, ma soprattutto affettivo: diventa per lui la famiglia che ha abbandonato in patria. Testimonianza di questo solido, fecondo legame sono le lettere che il pittore russo invia nell’arco di 35 anni (dal suo arrivo in Italia - 1923 - sino alla sua morte - 1968) a Pierluigi Erizzo, a sua moglie Dorothea Mosterts Erizzo e ai loro tre figli. Queste lettere, impreziosite da disegni a margine, sono state conservate dai destinatari e tramandate ai loro eredi. Oggi vengono pubblicate nel loro testo integrale, con riproduzioni degli originali, a cura di Roberto Almagioni e Claudio Ciarlo. Rappresentano "un vero e proprio romanzo […] ricco, bello, profondo. Talmente bello che [suggerisce il bibliofilo Walter Ansaldi nella sua prefazione al libro] è forse il suo libro più riuscito".
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Anno edizione:2023
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